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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42785/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna a 30 anni di reclusione e 4.000 euro di multa per omicidio volontario, nonché le condanne per rapina aggravata e per detenzione ai fini di spaccio (forma lieve). Articola tre motivi: (1) vizio di motivazione e errata valutazione probatoria sulla determinazione della responsabilità per l'omicidio (contestando l'interpretazione delle intercettazioni e l'uso di caratteri fisici della vittima come elementi individuativi); (2) errata applicazione della legge e mancata derubricazione in omicidio preterintenzionale, sostenendo che le lesioni non dimostrerebbero volontà omicida; (3) errata qualificazione della rapina, che avrebbe dovuto essere derubricata in esercizio arbitrario delle proprie ragioni perché l'imputato avrebbe creduto di vantare un credito

La decisione

La Corte di cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Rigetta i motivi perché consistono in doglianze di fatto non sindacabili in sede di legittimità (ricostruzione probatoria, valutazione di credibilità e scelta tra versioni divergenti). Conferma che la Corte di appello aveva correttamente ritenuto il dolo eventuale per l'omicidio sulla base delle modalità della condotta, degli esiti medico-legali e del comportamento predatorio successivo all'aggressione. Respinge la richiesta di derubricazione della rapina in esercizio di un diritto, rilevando l'intento predatorio e la sproporzione del comportamento rispetto a un legittimo esercizio di ragioni. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile Ieronimo Giovanni (ammessa al patrocinio a spese dello Stato), da liquidarsi dalla Corte di assise d'appello di Bari

Norme richiamate

  • art. 575 cod. pen.

    Applicato per l'omicidio: la Corte di merito ha ritenuto sussistente il dolo eventuale attraverso la valutazione della modalità della condotta, dell'età e fragilità della vittima e del comportamento successivo dell'imputato

  • art. 628, primo e terzo comma, nn. 3-bis) e 3-quinquies) cod. pen.

    Applicato per la rapina aggravata: la Corte ha ritenuto la configurabilità della rapina aggravata in quanto l'atto predatorio e la violenza/sproporzione superavano l'ipotesi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Richiamato per la produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti nella forma di lieve entità (accertata nel processo)

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato implicitamente nel divieto per la Cassazione di riesaminare fatti e valutazioni di merito: i motivi che sollevano esclusivamente questioni di fatto sono inammissibili

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della somma alla Cassa delle ammende

  • art. 541 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla pronuncia generica della Cassazione sulla rifusione delle spese della parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 110

    Coordinato con art. 541 per la pronuncia sulla rifusione delle spese a favore dell'Erario; la liquidazione è rimessa al giudice del rinvio o a quello che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, artt. 82 e 83

    Norme procedurali richiamate in merito alla liquidazione e al decreto di pagamento delle somme dovute dalla parte condannata per le spese della parte civile ammessa al gratuito patrocinio

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito rimettere in discussione la valutazione primaria degli elementi di fatto e la scelta tra versioni contrapposte: i motivi fondati solo su rivalutazioni probatorie sono inammissibili
  • La distinzione tra omicidio volontario e omicidio preterintenzionale si fonda sull'elemento psicologico: se dall'insieme degli elementi oggettivi (modalità della condotta, gravità delle lesioni, condizione della vittima, comportamento dell'agente) emerge che l'agente si è rappresentato e accettato il rischio della morte, sussiste dolo eventuale
  • Comportamenti successivi al fatto (es. omissione di soccorso e condotta predatoria nell'abitazione) possono essere valutati come indizi rilevanti dell'elemento soggettivo e della volontà di trarre profitto, rafforzando la qualificazione in rapina
  • Per derubricare una rapina in esercizio delle proprie ragioni occorre dimostrare chiaramente che l'uso della forza o della minaccia era proporzionato e finalizzato esclusivamente all'esercizio di un diritto; manifestazioni sproporzionate o gratuite fanno propendere per la rapina
  • La parte che propone ricorso in Cassazione può essere condannata alle spese del procedimento e alla Cassa delle ammende se il ricorso è dichiarato inammissibile, salvo comprovata assenza di colpa
  • Se la parte civile è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, la Cassazione pronuncia la condanna generica dell'imputato alla rifusione delle spese a favore dell'Erario, ma la liquidazione concreta resta demandata al giudice competente

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