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Sentenza

Sentenza del 02/03/2016 n. 119 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

NON DISPONIBILE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Commissione Tributaria ha dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate, confermando integralmente la sentenza di primo grado e, quindi, l'annullamento della cartella IRAP per il 2008. Non sono state liquidate spese di giudizio.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva annullato una cartella di pagamento IRAP relativa all'anno d'imposta 2008. L'Ufficio ha riproposto in modo generico e sostanzialmente identico le argomentazioni già formulate nel primo grado, senza indicare specificamente quali passaggi della sentenza contestasse né per quali ragioni la relativa motivazione fosse erronea. Il giudice ha ritenuto che l'appello non contenesse una concreta confutazione delle argomentazioni poste a fondamento della decisione impugnata.

Norme richiamate

  • Principio della specificità dei motivi di appello nel processo tributario

    Il giudizio di appello va inteso non già in termini di "iudicium novum" bensì di una "revisio prioris instantiae".

    L'appello non costituisce un nuovo giudizio completamente svincolato dal primo grado, ma una revisione della decisione impugnata. L'appellante deve quindi individuare le specifiche statuizioni contestate e contrapporre argomentazioni idonee a confutare le ragioni logico-giuridiche della sentenza.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione sulla specificità dell'appello

    La cognizione del giudice resta circoscritta alle questioni dedotte dall'appellante attraverso l'enunciazione di specifici motivi.

    La mera riproposizione delle difese già svolte in primo grado non è sufficiente. I motivi devono essere correlati alla motivazione della sentenza impugnata e devono spiegare concretamente perché essa sarebbe errata.

Massime di principio

  • Un appello deve contestare puntualmente la motivazione della sentenza di primo grado; non è sufficiente chiedere genericamente la riforma della decisione o ripetere le precedenti difese.
  • Per evitare l'inammissibilità, ogni motivo di appello dovrebbe indicare la specifica statuizione censurata, la parte della motivazione ritenuta errata e le ragioni giuridiche o fattuali della contestazione.
  • Anche quando viene impugnata l'intera sentenza, l'atto deve contenere una critica argomentata e sufficientemente specifica delle ragioni che sorreggono la decisione.
  • In una situazione analoga, la mancata specificità dei motivi può impedire al giudice d'appello di esaminare il merito, con conseguente conferma della decisione favorevole alla controparte.
  • La riproposizione delle argomentazioni del primo grado può essere utile solo se accompagnata da una critica mirata alle motivazioni utilizzate dal primo giudice.

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