Sentenza del 25/06/2020 n. 1929 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Iva - Fatture emesse per operazioni soggettivamente inesistenti - Detrazione Iva - Ammissibilità - Condizioni - Prova della buona fede a carico del contribuente - Necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la detrazione dell'IVA assolta su fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che le società emittenti fossero mere cartiere, prive della disponibilità della merce formalmente commercializzata. Il contribuente chiedeva di poter detrarre l'imposta nonostante l'interposizione di tali società.
La decisione
Il testo enuncia che la detrazione è ammissibile anche per operazioni soggettivamente inesistenti soltanto se il contribuente era in buona fede. Spetta al contribuente dimostrarla, provando di avere adottato tutte le misure ragionevolmente esigibili da un operatore commerciale diligente per verificare la liceità delle operazioni. Non sono riportati gli estremi della decisione, l'esito concreto del ricorso, le statuizioni sulle spese né altri dati processuali.
Norme richiamate
Il contribuente che invoca la detrazione in presenza di operazioni soggettivamente inesistenti deve provare il fatto che la giustifica, ossia la propria buona fede e la diligenza concretamente impiegata.
La disposizione è citata tra i riferimenti normativi, ma il testo fornito non ne espone l'applicazione né riporta un passaggio interpretativo attribuibile al giudice.
Massime di principio
- La fattura e l'assolvimento dell'IVA non bastano, da soli, a fondare la detrazione quando il fornitore indicato è ritenuto fittizio e l'operazione è soggettivamente inesistente.
- La detrazione può essere riconosciuta se il contribuente prova la propria buona fede, dimostrando di avere adottato le verifiche ragionevolmente esigibili da un operatore commerciale nelle circostanze concrete.
- La guida non consente di stabilire l'esito della controversia specifica: il testo riporta il principio applicabile, ma non indica quali prove siano state offerte né se il ricorso sia stato accolto o respinto.
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