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Sentenza

Sentenza del 25/06/2020 n. 1924 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - Imu.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La decisione afferma che, ai sensi dell’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011, per l’agevolazione IMU occorrono sia la dimora abituale sia la residenza anagrafica nell’immobile. La disciplina è diversa da quella dell’ICI. Il testo fornito non indica parti, atto impugnato, importi, esito processuale formale o statuizioni sulle spese; non è quindi possibile identificare il vincitore tra ricorrente e resistente.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il diritto di beneficiare dell’agevolazione IMU prevista per l’abitazione principale. La questione è se sia sufficiente dimostrare la dimora abituale nell’immobile oppure se sia necessaria anche la residenza anagrafica.

Norme richiamate

  • Art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011

    Ai fini di usufruire dei benefici di prima casa per l'imposta IMU, è necessario, ai sensi dell'art. 13, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, non solo che il contribuente abbia abituale dimora nell'immobile per cui chiede il beneficio di prima casa ma è anche necessario, a differenza della disciplina prevista per l'imposta Ici, che nell'immobile abbia la residenza anagrafica.

    Per l’agevolazione IMU relativa all’abitazione principale, la dimora abituale nel fabbricato non è sufficiente: il contribuente deve avere nello stesso immobile anche la residenza anagrafica.

Massime di principio

  • Per ottenere l’agevolazione IMU per l’abitazione principale, occorre che dimora abituale e residenza anagrafica siano entrambe riferite all’immobile agevolato; la sola presenza stabile non basta.
  • Non si deve trasferire automaticamente all’IMU il criterio applicato nella disciplina ICI: i requisiti agevolativi vanno verificati in base alla normativa propria del tributo e del periodo interessato.

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