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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29578/2025 del 19/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per Spanu Gianluca. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione (artt. 192, 273, 309 c.p.p., nonché artt. 110, 629 commi 1 e 2 in rel. all'art. 628 comma 3 n.1) e 3), e 416-bis.1 c.p.) sostenendo, in sintesi, che: a) la motivazione era illogica nel ritenere che egli avesse fornito "preziose informazioni" sulla titolarità dell'autovettura quando i coimputati erano già a conoscenza dei beni della persona offesa; b) non sarebbe emerso come l'indagato avesse concretamente collaborato alla sottrazione o al recupero dell'auto (si sarebbe limitato a esprimere disappunto); c) dalle intercettazioni, in particolare quella del 25 febbraio 2023, non risulterebbe il suo coinvolgimento nella fase esecutiva del reato.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso come infondato. Ha rilevato che il Tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza sulla base di un complesso indiziario tratto dalle intercettazioni e dagli accertamenti: Spanu aveva indicato il valore dell'auto e si era reso disponibile per il recupero e la divisione del profitto (frasi idonee a rafforzare il proposito criminoso degli altri), e vi sono conversazioni che collegano il trasferimento di proprietà dell'auto a titolo di pagamento del debito. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, nel giudizio cautelare, non è richiesta la prova della responsabilità ma una qualificata probabilità di colpevolezza; ha inoltre ricordato che la partecipazione morale può manifestarsi in forme atipiche (istigazione, agevolazione, rafforzamento del proposito, adesione, ecc.). Le censure difensive sono state ritenute valutazioni alternative non idonee a travolgere la coerente ricostruzione del Tribunale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e la sentenza è stata trasmessa alla cancelleria per gli adempimenti ex art. 94, comma 1-ter, dispos. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Applicato nel senso che il concorso di persone nel reato può manifestarsi in forme diverse e non è necessario provare una forma tipica unica di partecipazione; il contributo morale o materiale è valutato nel contesto indiziario complessivo

  • art. 629 commi 1 e 2 c.p. in relazione all'art. 628, comma 3, nn. 1) e 3)

    Richiamati come norme sostanziali collegabili al fatto contestato (capo di imputazione); la Corte non entra nel merito della qualificazione definitiva ma prende atto che il Tribunale ha ritenuto sussistenti indizi rispetto alla commissione del fatto contestato

  • art. 416-bis.1 c.p.

    Richiamato per inquadrare l'episodio nel contesto dell'operatività di un mandamento mafioso; la contestazione tiene conto dell'aggravante o della rilevanza di operare nell'ambito di organizzazione di tipo mafioso

  • art. 192 c.p.p.

    Citato nella doglianza di violazione di legge e vizio di motivazione; la Corte ha valutato la motivazione del giudice del riesame rispetto ai canoni di logicità richiesti dalla normativa processuale

  • art. 273 c.p.p.

    Rilevante per il criterio dei "gravi indizi di colpevolezza": la Corte ha ricordato che in sede di legittimità il vizio di motivazione è rilevabile solo se si traduce in violazione di norme o in manifesta illogicità

  • art. 309 c.p.p.

    Richiamato nella prospettazione difensiva sulla motivazione del provvedimento; la Corte ha valutato la coerenza e sufficienza della motivazione del Tribunale del riesame ai sensi delle norme processuali

  • art. 94, comma 1-ter, dispos. att. c.p.p.

    Norma procedurale applicata per gli adempimenti successivi alla decisione (richiesta di trasmissione alla cancelleria per gli adempimenti formali)

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare (misure custodiali) il tribunale valuta una "qualificata probabilità" di responsabilità e non la prova completa: la motivazione può fondarsi su un insieme di indizi anche se nessun indizio, preso isolatamente, prova la responsabilità
  • La partecipazione al reato in concorso può manifestarsi in forme diverse (istigazione, agevolazione, rafforzamento del proposito altrui, adesione, autorizzazione) e non è sempre necessario dimostrare il coinvolgimento nella fase esecutiva
  • Le intercettazioni e le conversazioni anche apparentemente "di contorno" possono essere valutate come elemento idoneo a dimostrare la partecipazione quando mostrino conoscenza del bene, disponibilità a collaborare o divisione del profitto
  • In Cassazione il controllo è limitato alla verifica di violazioni di legge o a mancanza o manifesta illogicità della motivazione: non è consentita una riconsiderazione ampia del merito o un diverso apprezzamento integrale delle prove
  • Le censure difensive che consistono nel confutare singoli elementi di prova, senza dimostrare una disarticolazione decisiva del ragionamento complessivo del giudice, sono in genere insufficienti a far annullare una decisione cautelare motivata in modo coerente
  • Per resistere efficacemente a un provvedimento cautelare, è utile dimostrare una specifica disarticolazione o contraddittorietà nella motivazione del giudice del riesame, non una mera proposta di diversa lettura degli elementi acquisiti

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