Sentenza n. 2600/2026 - Milano, Sezione 2
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.3411/2023 della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto alla docente il diritto a euro 2.000,00 mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 3411/2023 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata all'amministrazione. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a corrispondere, per gli anni scolastici dal 2017/2018 al 2020/2021, la somma complessiva di euro 2.000,00 mediante assegnazione della carta elettronica prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. Poiché il Ministero non aveva inizialmente dato esecuzione al titolo giudiziale, la ricorrente ha chiesto l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e la condanna alle spese del giudizio.
La decisione
Il TAR ha preso atto che, dopo la proposizione del ricorso e prima della decisione, il Ministero ha accreditato alla ricorrente l'importo oggetto della controversia. La pretesa azionata in ottemperanza è stata pertanto integralmente soddisfatta e il giudice ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Poiché l'adempimento è intervenuto solo successivamente alla proposizione del ricorso, il TAR ha posto le spese del giudizio a carico dell'amministrazione, liquidandole in euro 800,00 per compensi, oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale fondamento della declaratoria di cessazione della materia del contendere conseguente alla sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.
art. 124 disp. att. c.p.c.
È richiamato per attestare il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Milano.
art. 93 c.p.c.
Consente la distrazione delle spese in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
artt. 26 e 39 c.p.a.
Sono richiamati in relazione alla condanna alle spese del giudizio amministrativo e alla loro distrazione.
art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002
È richiamato per l'onere relativo al contributo unificato, se dovuto nel giudizio.
Massime di principio
- Quando, dopo la proposizione di un ricorso per ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il giudicato soddisfacendo la pretesa del creditore, il giudice amministrativo dichiara la cessazione della materia del contendere.
- Se l'amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese del relativo giudizio possono essere poste a suo carico, poiché la sopravvenuta soddisfazione della pretesa è conseguenza dell'iniziativa processuale del creditore.
- La dichiarazione di cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa non esclude la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale o della causalità, con imputazione all'amministrazione che abbia reso necessario il giudizio.
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