Cassazione Civile, Sentenza n. 10881/2022 del 05/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La controversia riguarda la ripresa fiscale di costi ripartiti tra consociate; la ricorrente deduceva plurime censure avverso la sentenza d'appello (CTR): vizio per mancata corrispondenza tra chiesto e pronunciato; nullità per assunzione di un criterio analitico nuovo; omesso esame di fatti decisivi come l'erroneità del criterio di riparto adottato dall'Agenzia, l'adesione della controllante al consolidato nazionale (che secondo la ricorrente eliminerebbe vantaggi fiscali), la presunta doppia imposizione e la mancata valutazione della documentazione probatoria. Inoltre la ricorrente contestava l'applicazione dell'onere della prova (art.2697 c.c.) e la valutazione di antieconomicità/ inerenza ai fini di IVA e imposte dirette (art.19 DPR 633/1972 e art.109 TUIR).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi: molti erano inammissibili per difetto di interesse, per mancanza di autosufficienza o perché miravano a una rivalutazione del merito e delle prove (cosa non consentita in cassazione). Il giudice ha confermato che le argomentazioni dell'Agenzia in appello erano difensive e non nuove eccezioni, che l'adozione del criterio analitico non costituiva un fatto nuovo e che non sussisteva omesso esame di fatti decisivi. È stato inoltre ribadito che l'adesione al consolidato nazionale non incide sulle riprese IVA e IRAP (obbligazioni distinte), che l'onere della prova della deducibilità/detraibilità grava sul contribuente e che lo scostamento dal valore normale può essere indizio di antieconomicità. Il ricorso è stato quindi respinto e la ricorrente condannata alle spese di lite (compensi liquidati in Euro 4.100,00 oltre spese prenotate a debito).
Norme richiamate
art.360 cod. proc. civ. (primo comma, nn. 3-4-5)
Norma processuale invocata per i diversi motivi di cassazione; la Corte ha valutato i limiti di ammissibilità dei motivi ex art.360, rigettando quelli che chiedevano riesame del merito o erano inammissibili per difetto di autosufficienza.
art.100 cod. proc. civ.
Richiamato per rilevare la mancanza di interesse della ricorrente a far valere una presunta mancata pronuncia su un motivo di appello dell'Amministrazione; la Corte lo ha usato per dichiarare inammissibile la censura.
D.Lgs. 31/12/1992, n.546, art.57, comma 2
Richiamato per la distinzione tra eccezioni in senso tecnico e difese; la Corte conferma che l'Amministrazione può formulare difese in appello che non costituiscono nuove eccezioni.
art.109 TUIR (d.P.R. n.917/1986)
Norma sulle deduzioni dal reddito d'impresa; la Corte ha richiamato i requisiti di certezza, documentabilità e inerenza perché il costo sia deducibile e ha affermato che l'onere della prova grava sul contribuente.
art.19 d.P.R. n.633/1972
Norma IVA sulla detrazione; la Corte ha ribadito che la detraibilità richiede inerenza e documentazione e che l'Amministrazione può contestare la detraibilità per mancanza di requisiti.
art.2697 cod. civ.
Principio sull'onere della prova: la Corte ha confermato che il contribuente deve provare l'esistenza, la natura e la destinazione del costo dedotto; non è stata rilevata l'esistenza di un 'disegno elusivo' nel caso di specie.
art.117 e ss. TUIR (consolidato nazionale)
Richiamato in relazione all'adesione del gruppo al consolidato; la Corte ha chiarito che l'opzione per il consolidato non incide sulle autonome obbligazioni IVA e IRAP delle consociate e quindi non elimina le contestazioni sulle riprese.
art.9 d.P.R. n.917/1986 (valore normale)
Richiamato come parametro: lo scostamento dal valore normale può costituire elemento indiziario di antieconomicità e rilevare ai fini della valutazione di inerenza dei costi infragruppo.
art.366 cod. proc. civ. (comma 1, n. 3)
Norma sul contenuto del ricorso per cassazione: la Corte ha richiamato il requisito di autosufficienza e l'obbligo di riprodurre i documenti essenziali quando si censura la mancata considerazione degli stessi.
d.P.R. n.115/2002, art.13 (contributo unificato)
Richiamato in relazione al pagamento del contributo unificato: la sentenza annota gli effetti in ordine al versamento di un ulteriore importo se dovuto.
Massime di principio
- In contenzioso tributario le argomentazioni difensive proposte dall'Amministrazione in appello non costituiscono necessariamente nuove eccezioni: il divieto di nuove eccezioni in appello non preclude la possibilità di argomentare diversamente per confutare le deduzioni del contribuente.
- L'onere della prova della deducibilità e detraibilità dei costi grava sul contribuente: spetta a quest'ultimo dimostrare esistenza, natura, documentazione e inerenza dei costi contestati.
- La Corte di legittimità non riesamina il merito dei fatti né la valutazione delle prove compiuta dal giudice d'appello; i motivi che chiedono una rivalutazione del compendio probatorio sono inammissibili.
- L'adesione al consolidato fiscale non incide sulle obbligazioni IVA e IRAP delle singole consociate: problematiche di doppia imposizione vanno valutate con attenzione, ma in generale IVA e IRAP restano obbligazioni autonome.
- Per costituire omesso esame di un fatto decisivo è necessaria la totale pretermissione del fatto decisivo; una decisione che, pur senza argomentazione specifica, rigetta la pretesa della parte non configura automaticamente omesso esame.
- Lo scostamento dal valore normale nelle operazioni infragruppo può costituire elemento indiziario di antieconomicità e influire sulla valutazione di inerenza dei costi eccessivi.
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