Ordinanza n. 727/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia: dell’ordinanza di Sgombero, Immissione in Possesso e restituzione dei beni a seguito di risoluzione contrattuale per gravi inadempimenti, emessa dal Comune di Pollena Trocchia in data 26/01/2026 con provvedimento protocollato al n. 0001798 spedita il 28/01/2026. il predetto atto contiene poi sottesa alla stessa il richiamo a tutti gli atti presupposti del procedimento amministrativo, in particolare: - della diffida protocollo n. 0016201 del 25.9.2025; - del provvedimento protocollo n. 0017956 del 20/10/2025 da parte del Comune di Pollena Trocchia (NA), notificato alla parte ricorrente in data 20/10/2025, avente ad oggetto DETERMINA DI RISOLVERE il Contratto di Concessione rep. n. 511 del 14/11/2024 stipulato con la RTI Polisportiva Dilettantistica Demestrio Stratos e l'Associazione Futuro Giovani, di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica della ricorrente; - del provvedimento protocollo n. 000653 del 13/01/2026 da parte del Comune di Pollena Trocchia (NA), notificato alla parte ricorrente in data 20/10/2025, avente ad oggetto DETERMINA DI REVOCARE le autorizzazioni/Scia n.1700 del 10.12.2021 e n. 1111 del 07.07.2023, relative all’attività commerciale “Lounge Bar La Villetta” sita in Pollena Trocchia alla via Calabrese e di DICHIARARE DECADUTA, per l’effetto, la società Bi.Co. s.r.l.s., in p.l.r.p.t., dall’esercizio dell’attività commerciale “Lounge Bar La Villetta” sita in Pollena Trocchia alla via Calabrese per la quale, con il presente atto, se ne ordina la chiusura; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di sgombero, immissione in possesso e restituzione dei beni conseguente alla risoluzione della concessione, unitamente agli atti di risoluzione e di revoca delle autorizzazioni commerciali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’ordinanza comunale del 26 gennaio 2026 di sgombero, immissione in possesso e restituzione dei beni, adottata a seguito della risoluzione per gravi inadempimenti del contratto di concessione stipulato nel novembre 2024. Sono stati inoltre contestati la diffida del 25 settembre 2025, il provvedimento del 20 ottobre 2025 di risoluzione della concessione e il provvedimento del 13 gennaio 2026 di revoca delle autorizzazioni/SCIA relative all’attività commerciale “Lounge Bar La Villetta”, con conseguente decadenza dall’esercizio e ordine di chiusura. Il testo dell’ordinanza non specifica i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, ma dà rilievo alla mancata tempestiva impugnazione del provvedimento di risoluzione della concessione.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che, ferma la necessità di un più approfondito esame nel merito, non sussistesse allo stato il periculum in mora prospettato. La ragione decisiva è stata individuata nella mancata tempestiva impugnazione del provvedimento di risoluzione della concessione del 20 ottobre 2025, cui aveva fatto seguito la revoca delle autorizzazioni commerciali, fondata sulla medesima risoluzione. Non è stata quindi accordata la sospensione dell’ordinanza di sgombero e restituzione dei beni. Le spese della fase cautelare sono state compensate in considerazione della peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata nell’ambito della tutela cautelare collegiale; l’istanza è stata respinta per l’insussistenza, allo stato, del periculum in mora.
Massime di principio
- La tutela cautelare può essere negata per carenza del periculum in mora quando l’atto lesivo immediatamente presupposto, dal quale dipendono gli ulteriori provvedimenti amministrativi contestati, non sia stato tempestivamente impugnato.
- Quando un provvedimento successivo di sgombero o restituzione dei beni costituisce conseguenza di una risoluzione della concessione non tempestivamente contestata, la mancata impugnazione di quest’ultima può escludere, allo stato, la sussistenza del pericolo cautelare prospettato contro il provvedimento successivo.
- La revoca di autorizzazioni commerciali fondata sulla risoluzione della concessione rafforza il nesso di dipendenza tra gli atti e rende rilevante, ai fini cautelari, la mancata tempestiva impugnazione dell’atto presupposto.
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