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Legge

L.R. Piemonte 12/2021

"Sostegno alla coltura della canapa (Cannabis sativa L.) e alle relative filiere produttive".

Normativa regionaleL.R. Piemonte 12/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge promuove in Piemonte la coltivazione, trasformazione e tracciabilità della canapa industriale da seme certificato, istituisce un sistema distrettuale e prevede contributi regionali per filiere, ricerca, impianti e formazione. Disciplina anche controlli, obblighi dei coltivatori, clausola valutativa e copertura finanziaria per il triennio 2021-2023.

Sostegno regionale alla coltivazione e alle filiere della canapa industriale in Piemonte

Sostegno alla coltura della canapa e alle relative filiere produttive

La legge regionale piemontese disciplina misure di promozione e sostegno della canapa industriale e delle sue filiere, nel quadro delle politiche agricole di multifunzionalità e sostenibilità e nel rispetto della normativa europea, statale e della legge n. 242/2016. L’intervento è circoscritto al territorio della Regione Piemonte.

Finalità e principi generali

La Regione mira a favorire la diffusione della coltivazione e della trasformazione della canapa industriale, la costruzione di filiere produttive integrate tra ricerca, produzione agricola e ciclo industriale, e l’impiego della canapa in ambiti alimentari, industriali, tessili e ambientali. Riconosce inoltre il valore della coltura per:

  • contrasto al cambiamento climatico e riduzione dell’impatto ambientale;
  • contenimento del consumo di suolo, della desertificazione e della perdita di biodiversità;
  • alternativa a colture eccedentarie e coltura da rotazione;
  • recupero di terreni abbandonati o poco idonei;
  • bonifica dei terreni, contrasto al dissesto idrogeologico, fitodepurazione, bioedilizia e bioenergia.

La legge valorizza le varietà autoctone e le varietà adatte ai terreni piemontesi, nonché le nuove varietà ottenute da incroci naturali da florovivaisti piemontesi, previa iscrizione al catalogo comune delle varietà delle specie agricole. Sono inoltre previsti programmi di formazione universitaria e negli istituti di istruzione superiore per diffondere conoscenze e opportunità imprenditoriali legate alla filiera.

Ambito di applicazione e perimetro della disciplina

La disciplina si applica alle coltivazioni di canapa che utilizzano esclusivamente seme certificato di varietà di Cannabis sativa L. iscritte nel catalogo comune europeo. Si applica anche a nuove specie e varietà vegetali risultanti da incroci naturali tra varietà esistenti, una volta iscritte al medesimo catalogo.

Restano escluse:

  • la riproduzione agamica mediante taleaggio;
  • ogni attività finalizzata alla produzione o all’estrazione di sostanze stupefacenti.

La canapa oggetto della legge è quella destinata agli usi consentiti dalla normativa UE e dalle convenzioni ONU; dalla coltivazione per fibre o altri usi industriali consentiti possono derivare alimenti, cosmetici, semilavorati, materiali per sovescio, bioingegneria, bioedilizia, fitodepurazione, didattica e ricerca, florovivaismo e prodotti energetici, nel rispetto delle norme di settore e dei limiti previsti dalla legge statale. La coltivazione è ammessa su tutto il territorio regionale. L’uso come biomassa energetica è consentito solo nei limiti previsti dalla legge n. 242/2016.

La coltivazione deve essere preferibilmente biologica o integrata, senza impiego di diserbanti, nanizzanti o disseccanti.

Interventi regionali a sostegno della filiera

La Regione promuove una pluralità di interventi per sviluppare la filiera, in coerenza con la programmazione regionale e con la disciplina sugli aiuti di Stato. Gli interventi riguardano:

  • costituzione e raccordo di filiere territoriali locali;
  • attività florovivaistica di sementiera;
  • reperimento del seme in ambito nazionale e internazionale;
  • individuazione delle varietà più idonee ai diversi ambienti e impieghi e delle migliori pratiche agrotecniche;
  • meccanizzazione di coltivazione, raccolta, movimentazione e stoccaggio;
  • impianti di lavorazione e trasformazione;
  • fitodepurazione e bonifica di siti inquinati;
  • utilizzo di terre incolte;
  • studi di fattibilità e ricerca sugli usi della canapa e sulle nuove applicazioni e opportunità di mercato;
  • formazione specifica per gli operatori della filiera;
  • soluzioni innovative, inclusa la blockchain, per la tracciabilità;
  • coinvolgimento di università e scuole superiori, in particolare agrarie, per programmi curriculari o facoltativi di promozione della canapa come opportunità di lavoro ecosostenibile.

Sistema distrettuale regionale della canapa

La legge istituisce un sistema distrettuale regionale della canapa, articolato su due livelli:

  • il cluster regionale della canapa;
  • tre distretti rurali locali della canapa.

Il cluster regionale:

  • monitora l’evoluzione normativa del settore e ne promuove l’adeguamento a quella nazionale ed europea;
  • predispone disciplinari di produzione vincolanti per ottenere il marchio regionale di origine della canapa del Piemonte;
  • si raccorda con la Banca del germoplasma vegetale della flora autoctona del Piemonte e con i florovivaisti iscritti al RUOP;
  • coordina i rapporti con aziende agricole e relative forme associative, cooperative e consortili.

La governance del cluster è affidata congiuntamente all’Assessorato all’agricoltura, per la parte agricola, e all’Assessorato competente in materia di sviluppo delle attività produttive e delle PMI, per la parte artigianale e industriale.

I distretti rurali locali individuati sono:

  • valli alessandrine dei fiumi Bormida, Erro e Orba;
  • pianura del carmagnolese con altipiano del poirinese, a sud di Torino;
  • canavese, aree periurbane di Torino-est e nord-est, eporediese e basso biellese;
  • caragliese e Valle Grana.

Essi coincidono con i principali areali tipici di produzione della canapa e con tradizioni plurisecolari di coltivazione e trasformazione.

Sementiera regionale e ricerca

La Regione, con università piemontesi, enti di ricerca e la Banca del germoplasma vegetale della flora autoctona del Piemonte, promuove attività di riproduzione del seme di canapa, anche con il coinvolgimento dei florovivaisti iscritti al RUOP. L’obiettivo è individuare una o più coltivazioni meglio adattabili ai diversi areali piemontesi, nel rispetto delle regole statali sulla produzione sementiera.

Soggetti beneficiari del sostegno

Possono accedere al sostegno regionale:

  • imprese agricole, cooperative agricole e loro consorzi;
  • florovivaisti iscritti al RUOP per l’attività sementiera e la riproduzione in purezza;
  • associazioni di produttori agricoli organizzate secondo le forme associative previste dall’ordinamento;
  • imprese, società, cooperative e associazioni tra imprenditori dei settori coinvolti nelle filiere della canapa;
  • imprese di trasformazione e commercializzazione della canapa e dei suoi derivati;
  • università piemontesi e istituti di ricerca pubblici e privati presenti in regione;
  • enti regionali pubblici e privati deputati alla formazione degli operatori, purché accreditati o riconosciuti dalla Regione.

Modalità di accesso ai contributi

La Giunta regionale deve stabilire, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge e poi entro il 30 giugno di ogni anno, con propria deliberazione:

  • modalità e termini per la presentazione delle domande di contributo a fondo perduto;
  • criteri di valutazione e formazione della graduatoria regionale;
  • importi massimi ammissibili, percentuale del contributo e modalità di erogazione;
  • condizioni di cumulabilità con altre agevolazioni pubbliche;
  • cause di decadenza e revoca e modalità di recupero delle somme.

Nella selezione, a parità di efficacia dell’intervento, si osserva il seguente ordine di priorità:

  • ecosostenibilità;
  • coerenza con la programmazione regionale dei fondi per lo sviluppo rurale;
  • aggregazione in filiera, specie se corta, e reti di supporto allo sviluppo della coltura;
  • realizzazione di impianti di lavorazione e trasformazione e meccanizzazione delle fasi produttive;
  • collaborazione con dipartimenti universitari o centri di ricerca di comprovata esperienza;
  • certificazioni di gestione aziendale, ambientali e di prodotto, inclusi imballaggi ed etichettatura, secondo la normativa di settore;
  • imprese condotte da giovani agricoltori.

Informazione, comunicazione e tracciabilità

La Regione deve assicurare ampia informazione e comunicazione alla popolazione sull’uso consapevole e sostenibile della canapa e rendere tracciabili tutte le fasi delle filiere produttive. A tal fine pubblica in una sezione dedicata del sito istituzionale:

  • caratterizzazione delle coltivazioni;
  • varietà coltivate e relativa certificazione di tracciabilità;
  • azioni di sostegno realizzate e risultati conseguiti;
  • numero dei coltivatori;
  • estensione complessiva dei terreni coltivati;
  • caratteristiche degli impianti di trasformazione.

La tracciabilità è favorita anche tramite tecnologie innovative e certificazioni di settore. La Regione può inoltre stipulare convenzioni con associazioni di rappresentanza della filiera ed enti territoriali e diffondere informazioni sulle proprietà e sugli impieghi della canapa nei diversi settori produttivi.

Obblighi dei coltivatori e controlli

I coltivatori devono conservare per almeno un anno i cartellini delle confezioni di semente e le fatture di acquisto.

Le coltivazioni possono essere sottoposte ai controlli e alle eventuali sanzioni previsti dal regolamento UE 2017/625 e dalla legge n. 242/2016. Se dai controlli emergono sanzioni a carico di soggetti beneficiari dei contributi regionali, la Regione attiva il recupero delle somme erogate.

Clausola valutativa e monitoraggio

La Giunta regionale deve rendere conto periodicamente al Consiglio regionale dell’attuazione della legge e dei risultati ottenuti nella valorizzazione della canapa in ambito agricolo, alimentare, industriale e ambientale.

Dopo due anni dall’entrata in vigore e poi ogni due anni, presenta una relazione alla commissione consiliare competente e al Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche, contenente informazioni su:

  • stato di attuazione della legge;
  • interventi realizzati;
  • misure di sostegno attivate nell’anno precedente, risorse stanziate e risultati, con particolare riferimento ai mercati di sbocco e alle filiere territoriali;
  • soggetti beneficiari dei contributi;
  • accesso al sostegno;
  • certificazioni possedute;
  • criticità riscontrate.

Università ed enti di ricerca regionali forniscono i dati necessari. Le relazioni sono rese pubbliche.

Aiuti di Stato

Gli atti applicativi che prevedono azioni configurabili come aiuti di Stato devono essere notificati ai sensi degli articoli 107 e 108 TFUE, salvo i casi in cui l’aiuto sia erogato nel rispetto dei regolamenti comunitari di esenzione.

Disposizioni finanziarie

In prima applicazione, gli oneri per i contributi in conto capitale sono quantificati in 84.000 euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. La copertura deriva dall’incremento di risorse nella missione 14, programma 14.01, titolo 2, con corrispondente riduzione del Fondo per provvedimenti legislativi in corso, missione 20, programma 20.03, titolo 2, del bilancio di previsione 2021-2023.

Obsolescenza

La legge non appare deprecata in sé, perché contiene una disciplina ancora teoricamente applicabile alla filiera regionale della canapa; tuttavia la norma finanziaria e la quantificazione degli oneri sono riferite al solo triennio 2021-2023, che costituisce il principale limite temporale esplicitamente emergente dal testo.

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