Cassazione Penale, Sentenza n. 31113/2025 del 16/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Granata era stato nominato custode giudiziario di un autocarro sequestrato il 28/02/2017 perché privo di assicurazione. È contestato il reato di cui all'art. 335 c.p. per avere, con colpa, agevolato la sottrazione del veicolo parcheggiandolo in luogo non idoneo a impedirne l'utilizzo o lo spostamento, fatto riscontrato dai verbalizzanti al momento del sequestro. Il Tribunale aveva assolto per estinzione del reato per intervenuta prescrizione, ritenendo che il dies a quo della prescrizione dovesse essere la data del sequestro (28/02/2017) in quanto mancavano prove che il veicolo fosse rimasto nel luogo di custodia fino alla scoperta della sua mancanza e non erano stati effettuati sopralluoghi prima del 12/01/2022. Il Procuratore Generale ha impugnato chiedendo che il momento consumativo fosse ritenuto coincidente con l'accertamento (26/01/2022) o, al più, con la notifica al custode del decreto di confisca (intorno al 15/02/2021), così escludendo la prescrizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Catania per nuovo giudizio. La Corte ha stabilito che, in linea con la giurisprudenza consolidata, il momento consumativo del reato di cui all'art. 335 c.p. può essere considerato coincidente con quello dell'accertamento (o comunque anche a partire dalla notifica del provvedimento che impone obblighi al custode), salvo che la difesa dimostri situazioni anomale che rendano dubbia tale datazione. Dato che il provvedimento di confisca era stato notificato al ricorrente il 15/02/2021 e l'accertamento della mancanza è avvenuto nel 2022, la Corte ha ritenuto che il reato non fosse prescritto.
Norme richiamate
art. 335 cod. pen.
La Corte interpreta il momento consumativo del reato previsto dall'art. 335 c.p. come potenzialmente coincidente con quello dell'accertamento (o comunque con la data in cui sorgono specifici doveri cautelari per il custode, come la notifica della confisca), salvo prova rigorosa e specifica di una precedente datazione del fatto
art. 349 cod. pen.
Richiamato solo a titolo comparativo: la giurisprudenza ha stabilito per il reato di violazione di sigilli che il momento consumativo può essere fatto coincidere con l'accertamento sulla base di indizi, logica e massime di esperienza; la Corte estende il medesimo principio al reato di cui all'art. 335 c.p.
Massime di principio
- Per reati consistenti nella sottrazione o nella violazione di beni sottoposti a sequestro/controllo, il momento consumativo può essere fatto coincidere con la data dell'accertamento della mancanza, se non vi sono elementi concreti che provino una precedente commissione.
- La notifica di atti che impongono obblighi al custode (es. provvedimento di confisca) può segnare il momento in cui il custode assume l'obbligo di diligenza: eventi dannosi successivi a tale notifica possono essere imputati al custode e interrompere il decorso della prescrizione.
- Spetta alla difesa fornire prove rigorose e specifiche che la condotta illecita sia avvenuta in epoca antecedente all'accertamento, altrimenti il giudice può presumerne la sovrapposizione temporale con l'accertamento stesso sulla base di elementi indiziari e di massime di esperienza.
- Per evitare rischi di responsabilità, il custode deve curare la conservazione del bene, effettuare tempestive denunzie di mancanza/sottrazione e documentare gli interventi di custodia e i sopralluoghi.
- Per il PM, nel calcolo della prescrizione, va considerata la possibile datazione del fatto all'accertamento: ciò può rendere non prescritti reati altrimenti ritenuti estinti se si fissasse il dies a quo in epoca anteriore senza adeguata prova.
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