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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20344/2026 del 03/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso, proposto dal difensore di Carmelo Lo Faso, deduceva sette censure: 1) vizio di motivazione e mancato convincimento oltre ogni ragionevole dubbio sulle dichiarazioni della persona offesa; 2) erronea ritenuta sussistenza dell'elemento oggettivo del tentativo del reato di turbata libertà degli incanti; 3) omissione della rinnovazione dell'istruttoria per l'audizione di due testi richiesti; 4) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) con motivazione apparente; 5) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis); 6) erronea qualificazione e motivazione della recidiva contestata (art. 99, quarto comma); 7) errata determinazione dell'aumento di pena per recidiva (avrebbe dovuto applicarsi la metà della pena base invece dei due terzi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi attinenti alla valutazione del fatto e della prova, alla rinnovazione dell'istruttoria, all'art. 131-bis e alle attenuanti generiche, confermando la valutazione di merito sulla responsabilità per il tentativo di turbata libertà degli incanti. Tuttavia ha accolto parzialmente il ricorso in relazione alla determinazione dell'aumento di pena per la recidiva: ha riqualificato la recidiva come "recidiva reiterata semplice" (non aggravata) e annullato senza rinvio la decisione nella sola parte relativa all'aumento di pena, rideterminando la pena complessiva a nove mesi di reclusione ed euro 900,00 di multa. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla concorso di persone nel reato; impiegato come indicazione formale dell'imputazione per concorso di persone

  • art. 56 cod. pen.

    Riferimento alla punibilità del tentativo; la Corte ha confermato che le condotte idonee e dirette a turbare l'asta integrano il tentativo quando il risultato non si verifica per cause indipendenti dall'agente

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Richiamato in relazione alla continuazione o concorso di reati e alla determinazione delle pene in presenza di più delitti

  • art. 353, terzo comma, cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata nell'imputazione relativa alla turbativa della libertà degli incanti; applicata in combinazione con il tentativo

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata tra gli artt. la cui inosservanza era lamentata dal ricorrente; nel giudizio di legittimità non è stata ritenuta idonea a fondare annullamento

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme processuali contestate dal ricorrente in relazione alla valutazione delle prove e della motivazione

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma sulla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello; la Corte ha confermato che la rinnovazione è eccezionale e rimessa alla discrezionalità motivata del giudice d'appello

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte ha ritenuto infondata la richiesta, considerando la gravità e le modalità reiterate delle intimidazioni

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto corretta la determinazione della pena base operata dal giudice di merito sulla base degli indici previsti da tale norma

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti speciali; la Corte ha confermato che la concessione o il diniego delle attenuanti generiche è insindacabile in assenza di errore logico-giuridico e che il giudice di merito ha adeguatamente motivato il diniego

  • art. 99, quarto comma, cod. pen.

    Disciplina dell'aumento di pena per recidiva: la Corte ha precisato che, essendo contestata e accertata la recidiva reiterata semplice, l'aumento va determinato nella metà della pena base (prima parte del quarto comma) e non nei due terzi previsti dalla seconda parte per la recidiva aggravata

Massime di principio

  • In Cassazione non è permesso un nuovo apprezzamento del merito dei fatti o delle prove: le censure che puntano a rinnovare la valutazione probatoria sono inammissibili salvo errori di diritto o vizi di motivazione formali.
  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello (art. 603 c.p.p.) è eccezionale e dipende dalla discrezionalità motivata del giudice d'appello; la Corte di legittimità controlla solo la congruità della motivazione, non la rilevanza probatoria degli atti richiesti.
  • Il tentativo del delitto di turbata libertà degli incanti si configura quando l'autore compie minacce o atti idonei a allontanare un offerente dall'asta e il risultato non si verifica per cause indipendenti dalla sua volontà (es. reazione della vittima).
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) e la concessione delle attenuanti generiche sono valutazioni di merito; il giudice deve motivare adeguatamente il diniego ma la decisione è generalmente insindacabile in Cassazione se fondata logicamente.
  • La recidiva richiede un accertamento concreto della rinnovata pericolosità e la corretta individuazione del tipo di recidiva è essenziale per applicare il giusto aumento di pena: se accertata la recidiva reiterata semplice l'aumento è nella metà della pena base; la recidiva aggravata prevede un aumento maggiore.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio solo le parti viziati di una sentenza (es. errato incremento della pena) e rideterminare la pena quando la correzione non richiede un nuovo esame di fatti o prova.

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