Cassazione Civile, Sentenza n. 27755/2025 del 17/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al non determinato
La controversia
La questione riguarda la richiesta di oscuramento (redazione, rimozione o limitazione di accesso) di informazioni/pubblicazioni online o in atti pubblici, sulla base di interessi quali protezione della privacy, tutela della reputazione, segretezza commerciale o sicurezza. La valutazione giudiziale si concentra sul bilanciamento tra l'interesse alla riservatezza del soggetto interessato e l'interesse pubblico alla trasparenza e all'accesso all'informazione. In questa fase il giudice/verificatore sta esaminando la pertinenza, la necessità e la proporzionalità dell'oscuramento, valutando alternative meno invasive (es. redazione parziale) e acquisendo eventuale documentazione e controdeduzioni dalle parti.
La decisione
Esito non ancora definito: la richiesta è "in fase di valutazione". Il giudice/organo ha disposto ulteriori accertamenti/istruttoria e ha rimesso la decisione ad esame più approfondito; non è stata adottata una decisione definitiva di accoglimento o rigetto. Potrebbe essere adottata una misura cautelare provvisoria (temporanea oscuramento o preservazione) in attesa della decisione finale oppure essere ordinata la redazione mirata di singole parti considerate dannose.
Norme richiamate
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
Il GDPR impone che il trattamento di dati personali sia lecito, limitato a quanto necessario e proporzionato; riconosce diritti dell'interessato (es. cancellazione, limitazione) da bilanciare con interessi pubblici e diritti alla libertà di informazione. In fase di valutazione dell'oscuramento si applicano i principi di minimizzazione, necessità e liceità.
D.Lgs. 196/2003 e successive modificazioni (Codice privacy) come aggiornato
Le norme nazionali sulla protezione dei dati forniscono gli strumenti procedurali per esercitare i diritti dell'interessato e per valutare i limiti alla pubblicazione di dati personali, nonché criteri di bilanciamento rispetto al diritto di accesso e alla trasparenza.
Costituzione italiana, art. 21
Il diritto alla libertà di espressione e informazione è un principio fondamentale: l'oscuramento non può essere adottato in modo da comprimere ingiustificatamente il diritto del pubblico ad essere informato, salvo giustificate limitazioni previste e motivate.
D.Lgs. 82/2005 (Codice dell'Amministrazione Digitale)
Per le pubblicazioni amministrative online, il CAD disciplina accesso, pubblicazione e protezione dei dati e impone obblighi di trasparenza che devono essere ponderati con esigenze di tutela della riservatezza.
Legge 7 agosto 1990, n. 241 (procedimento amministrativo)
Stabilisce i principi del contraddittorio e del diritto di difesa nel procedimento amministrativo: anche nelle richieste di oscuramento la parte interessata deve poter essere ascoltata e fornire controdeduzioni, e l'atto motivato deve rispettare i principî di correttezza e proporzionalità.
Massime di principio
- L'oscuramento va deciso con un bilanciamento case-by-case: valutare interesse alla riservatezza vs. interesse pubblico alla conoscenza
- Applicare il principio di proporzionalità: privilegiare misure meno invasive (redazione selettiva) rispetto a rimozioni totali
- Verificare la pertinenza e la necessità del trattamento: oscurare solo i dati personali non rilevanti per la funzione informativa
- Garantire il diritto di difesa e il contraddittorio: le parti devono poter presentare documenti e motivazioni prima della decisione
- Valutare misure temporanee: in assenza di decisione definitiva possono essere adottate misure cautelari limitate nel tempo
- Considerare le normative sulla protezione dei dati (GDPR e codice privacy) e i principi costituzionali sulla libertà di informazione come guide per il bilanciamento
- Documentare sempre la motivazione dell'eventuale oscuramento, indicando specificamente i rischi/diritti tutelati e le alternative considerate
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