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Legge

L.R. Lombardia 29/2016

Lombardia è ricerca e innovazione

Normativa regionaleL.R. Lombardia 29/2016Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina la politica regionale lombarda per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico: istituisce una cabina di regia, un Foro consultivo e un fondo dedicato, definisce un programma strategico triennale e prevede strumenti come appalti innovativi, premi, formazione e attrazione di ricercatori. Contiene norme finanziarie riferite soprattutto al periodo 2016-2018 e al POR FESR 2014-2020.

Promozione della ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico in Lombardia

Promozione della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico in Lombardia

La legge definisce il quadro regionale lombardo per rafforzare ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, integrando tali politiche con quelle industriali e della formazione. L’intervento è orientato alla competitività del sistema produttivo, allo sviluppo sostenibile, alla valorizzazione del capitale umano e al miglioramento dei servizi a cittadini e imprese.

Finalità e ambiti di intervento

La Regione promuove, in sinergia con soggetti pubblici e privati, università, istituti di ricerca, IRCCS, parchi tecnologici, cluster, distretti, filiere produttive, istituti tecnici superiori e rappresentanze economiche e sociali, una serie di obiettivi strategici:

  • diffusione della cultura della ricerca e dell’innovazione responsabile;
  • trasferimento tecnologico e di competenze dal mondo della ricerca alle imprese;
  • sviluppo della ricerca privata e sua integrazione con la ricerca pubblica;
  • individuazione di settori emergenti ad alto potenziale tecnologico;
  • rafforzamento dei settori strategici consolidati, con particolare attenzione alla salute e al sistema di cure;
  • cooperazione tra soggetti regionali, europei e internazionali;
  • investimenti nella sicurezza delle infrastrutture digitali, negli open data, nei big data e nelle tecnologie di frontiera, inclusa l’intelligenza artificiale;
  • interazione tra settori tradizionali e settori ad alta tecnologia.

Governance del sistema regionale della ricerca

È istituita una cabina di regia interassessorile, presieduta dal Presidente della Regione o da un assessore delegato, con funzioni di coordinamento strategico delle politiche regionali in materia di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. La cabina di regia predispone, con il supporto del Foro regionale, il programma strategico triennale per ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, in raccordo con il documento strategico per le politiche industriali regionale.

Programma strategico triennale

Il programma strategico triennale costituisce il principale strumento di pianificazione e deve indicare interventi, risorse e risultati attesi. Tra gli ambiti prioritari figurano:

  • infrastrutture digitali e valorizzazione del capitale umano nella ricerca;
  • sostegno alle imprese che svolgono ricerca e innovazione e si insediano in Lombardia;
  • sviluppo di spazi e sedi per imprese innovative;
  • accordi per la ricerca e l’innovazione;
  • cofinanziamenti con altri livelli istituzionali;
  • finanziamento di progetti tramite raccolta diffusa di fondi;
  • percorsi di formazione e ricerca richiesti da imprese o enti pubblici;
  • iniziative di collaborazione tra imprese e sistema della ricerca;
  • reti interregionali dei parchi scientifici e tecnologici;
  • open science, open data, big data e intelligenza artificiale;
  • mappatura di aree di ricerca e progetti con università e centri di ricerca;
  • appalti pre-commerciali e acquisti innovativi;
  • rientro e attrazione di ricercatori e lavoratori altamente qualificati;
  • valorizzazione di brevetti e proprietà intellettuale;
  • innovazione sociale. Il programma deve inoltre definire un obiettivo minimo di spesa non inferiore al 3% delle risorse regionali annualmente destinate ad acquisti di beni, servizi e lavori, da riservare a soluzioni innovative e prodotti della ricerca, anche tramite appalti pre-commerciali e appalti verdi.

Competenze della Giunta regionale

La Giunta regionale:

  • promuove intese con Governo, comuni e altri attori istituzionali per l’accesso agli incentivi;
  • rende disponibili i propri dati in formato open;
  • approva i criteri ambientali minimi per gli acquisti di soluzioni innovative sostenibili;
  • approva progetti sperimentali replicabili nel territorio lombardo;
  • istituisce la Giornata della ricerca e assegna premi a ricercatori, studenti e imprenditori distintisi nei settori della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico;
  • sostiene iniziative congiunte tra università, enti di ricerca e imprese, anche per laboratori misti e infrastrutture di eccellenza;
  • promuove percorsi formativi per l’innovazione e la condivisione di conoscenza tra imprese;
  • sostiene progetti innovativi per la conservazione programmata del patrimonio culturale, storico e architettonico;
  • promuove un riconoscimento per le eccellenze imprenditoriali lombarde che adottano modelli innovativi. La Giornata della ricerca si tiene ogni anno l’8 novembre, in ricordo di Umberto Veronesi. La Giunta disciplina aspetti organizzativi, requisiti e modalità di attribuzione dei premi e del riconoscimento, nonché la consistenza dei premi e l’area strategica annuale.

Foro regionale per la ricerca e l’innovazione

È istituito il Foro regionale per la ricerca e l’innovazione, organismo indipendente composto da dieci membri nominati dalla Giunta mediante selezione pubblica internazionale tra esperti delle discipline scientifiche, sociali e umanistiche. Il Foro svolge funzioni consultive, propositive e informative, tra cui:

  • alimentare il dibattito pubblico sugli impatti socio-economici delle innovazioni scientifiche e tecnologiche;
  • formulare pareri e proposte alla Giunta e al Consiglio regionale;
  • fornire indicazioni su criteri, priorità e strategie di intervento;
  • definire modalità di partecipazione pubblica sui temi tecnico-scientifici;
  • monitorare i mutamenti di sensibilità e opinione della società;
  • vigilare sulla compliance relativa alla sicurezza delle infrastrutture digitali e critiche;
  • confrontarsi con istituzioni nazionali e internazionali;
  • promuovere il trasferimento dei risultati della ricerca al sistema economico, anche a favore di micro e piccole imprese. Il Foro resta in carica tre anni, ha un compenso annuo determinato dalla Giunta, opera con il supporto della direzione generale competente e presenta una relazione annuale a Giunta e Consiglio, con diffusione dei risultati anche tramite open data.

Aiuti di Stato

Tutti i provvedimenti attuativi della legge devono rispettare la disciplina europea sugli aiuti di Stato. La Giunta regionale definisce le modalità applicative, anche in relazione al regime di aiuto prescelto.

Fondo “Lombardia è ricerca e innovazione” e norme finanziarie

È istituito il fondo “Lombardia è ricerca e innovazione”, gestito da Finlombarda s.p.a. previa verifica prevista dal codice dei contratti pubblici, con due linee di intervento:

  • progetti di ricerca e innovazione, anche sperimentali;
  • percorsi di formazione e ricerca e premialità per ricercatori e imprese innovative. Sono inoltre previste coperture finanziarie specifiche per infrastrutture digitali, valorizzazione del capitale umano nella ricerca, accordi per la ricerca e l’innovazione, appalti pre-commerciali, premi della Giornata della ricerca e funzionamento del Foro regionale. Molti stanziamenti sono riferiti al periodo 2016-2018, al settennio 2014-2020 del POR FESR e, per il Foro, al biennio 2017-2018, con rideterminazione successiva tramite legge di bilancio.

Monitoraggio e valutazione

Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati ottenuti. La Giunta trasmette entro il 30 settembre di ogni anno una relazione su:

  • stato di attuazione delle attività e del programma strategico;
  • risultati raggiunti e progetti sperimentali;
  • criticità e soluzioni adottate;
  • esiti delle valutazioni del Foro;
  • utilizzo del fondo regionale. Ogni due anni la relazione include una sezione dedicata ai risultati su open data e big data, competitività del sistema produttivo, qualità dei servizi e temi segnalati dagli organi consiliari. I dati e le informazioni raccolte sono resi accessibili e i documenti conclusivi del Consiglio sono pubblici.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Lombardia.

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