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Sentenza

Sentenza n. 939/2026 - Catanzaro, Sezione 1

Giustizia amministrativa202201023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che i ricorrenti avevano manifestato il venir meno dell’interesse alla decisione. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti impugnati né sono stati scrutinati i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate tra le parti in ragione dell’esito in rito.

TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atti comunali e ministeriali relativi all’esercizio del diritto di prelazione su unità immobiliari appartenenti al complesso immobiliare denominato “Castello”

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato le deliberazioni della Giunta e del Consiglio comunale di Crosia, gli atti di bilancio connessi, le note comunali e gli atti del Ministero della Cultura e degli organi periferici ministeriali, contestando l’esercizio del diritto di prelazione previsto dagli artt. 59-62 del d.lgs. 42/2004 su alcune unità immobiliari facenti parte del complesso immobiliare denominato “Castello”. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti. In vista dell’udienza di trattazione, i difensori dei ricorrenti hanno dichiarato il venir meno dell’interesse alla decisione, anche in considerazione di decisioni giurisdizionali intervenute su altri ricorsi proposti contro i medesimi atti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    proporre la definizione del giudizio in rito

    Il giudizio è definito mediante declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della definizione del giudizio in camera di consiglio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disciplina processuale dell’udienza straordinaria di smaltimento.

  • artt. 59-62 d.lgs. 42/2004

    Disposizioni richiamate quali base normativa del diritto di prelazione esercitato dal Comune su beni immobili sottoposti a tutela culturale.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando il venir meno dell’interesse è attuale e non vi sono ragioni per procedere comunque all’esame della controversia, comporta la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l’esame nel merito dei motivi di ricorso e degli atti impugnati.
  • In presenza di un esito in rito determinato dal sopravvenuto difetto di interesse, le spese di lite possono essere compensate tra le parti.

Come è indicizzato

MaterieCircolazione e prelazione dei beni culturaliEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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