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Ordinanza

Ordinanza n. 4324/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento del provvedimento emesso dalla Prefettura di Milano in data 1.06.2023, Prot. -OMISSIS- – -OMISSIS-, notificato al ricorrente il 5.06.2023, con il quale è stato decretato che “le misure di accoglienza nei confronti di -OMISSIS- nato il -OMISSIS-/1974 e di -OMISSIS- nato il -OMISSIS-/2006 in Tunisia sono revocate”.

Giustizia amministrativa202301349

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha accolto l'istanza ai sensi dell'art. 86 c.p.a., rilevando che l'omessa indicazione del secondo ricorrente in epigrafe costituiva un errore meramente materiale, privo di contestazioni. Ha disposto che la Segreteria corregga la sentenza sostituendo la formula che indicava un solo ricorrente con quella che indica entrambi. Ha inoltre disposto l'oscuramento delle generalità dei ricorrenti.

TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanzaaltro

Atto impugnato: Istanza di correzione di errore materiale della sentenza del TAR Lombardia, Sez. III, n. 2303/2026, che aveva omesso in epigrafe il secondo ricorrente; la controversia originaria riguardava la revoca delle misure di accoglienza disposta dalla Prefettura di Milano il 1° giugno 2023.

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedenti accoglienza)

Prevale il privato

La controversia

Il difensore ha chiesto la correzione dell'errore materiale contenuto nella sentenza n. 2303/2026, depositata l'11 maggio 2026, perché la sua epigrafe indicava un solo ricorrente, pur essendo il ricorso proposto anche da un secondo ricorrente. Dopo l'ordine del Tribunale, l'istanza è stata notificata; il testo precisa che sul punto non vi era contestazione.

Norme richiamate

  • art. 86 c.p.a.

    l’omissione indicata, avendo carattere meramente materiale, deve essere corretta ex art. 86 cpa, fermo restando che non risulta alcuna contestazione sul punto;

    L'omissione del nominativo di un ricorrente nell'epigrafe della sentenza, quando ha natura meramente materiale e non è contestata, è suscettibile di correzione ai sensi dell'art. 86 c.p.a.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità dei ricorrenti.

    Per tutelare i diritti o la dignità degli interessati, il giudice può disporre l'oscuramento delle loro generalità nella pubblicazione del provvedimento.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità dei ricorrenti.

    Il provvedimento richiama gli artt. 5 e 6 del GDPR, insieme all'art. 52 del codice privacy, a fondamento dell'oscuramento delle generalità per tutelare i diritti o la dignità degli interessati.

Massime di principio

  • L'omessa indicazione nell'epigrafe di una parte effettivamente ricorrente, se costituisce un errore meramente materiale e non è contestata, può essere corretta ai sensi dell'art. 86 c.p.a., sostituendo la formula incompleta con quella che identifica tutte le parti.

Come è indicizzato

MaterieDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo

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