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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10518/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Calvio Matteo ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Bari (31/05/2024) per violazione di legge in relazione all'art. 648-bis c.p. contestando la qualificazione del fatto come riciclaggio invece che come ricettazione o furto (anche per la vicinanza temporale tra furto e avvistamento dell'imputato), il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, e la motivazione e dosimetria della pena (continuazione, tentativo e complessiva modulazione della pena). Ha dedotto vizi di motivazione e illogicità della decisione (art. 606 lett. b) ed e) c.p.p.).

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo profilo ha ritenuto aspecifico e manifestamente infondato il tentativo di derubricazione: la Corte d'appello aveva correttamente qualificato il reato come riciclaggio perché l'imputato era stato sorpreso a smontare pezzi di autovetture (condotta manipolativa e non mera detenzione). Le censure sulla dosimetria della pena e sulle misure correttive (aumento per continuazione e diminuzione per tentativo) sono state giudicate inammissibili perché non prospettate in appello; la richiesta di riconoscimento delle attenuanti generiche è stata ritenuta genericamente formulata e, comunque, la sentenza di primo grado aveva motivato il diniego. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)

    Applicato per qualificare la condotta come riciclaggio in presenza di attività di smontaggio e manipolazione di pezzi di autovetture, non semplice detenzione di beni di provenienza furtiva

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Fondamento del gravame per violazione di legge invocato dal ricorrente; la Corte ha esaminato e ritenuto il motivo aspecifico e infondato

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Richiesta di cassazione per manifesta illogicità della motivazione: la Corte ha ritenuto la motivazione congrua e coerente rispetto ai dati processuali

  • art. 581 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiesta relativa alla specificità dei motivi di impugnazione: la Corte ha richiamato l'obbligo di articolare i motivi in maniera specifica e ha dichiarato inammissibili le doglianze generiche

  • Giurisprudenza di Sezione richiamata nella sentenza (es. Sez. 2, n. 29002/2020; Sez. 2, n. 50952/2013; Sez. 2, n. 53017/2016; Sez. 2, n. 43849/2023)

    Utilizzata per distinguere la mera detenzione di beni di provenienza furtiva dalla condotta manipolativa idonea a integrare il reato di riciclaggio e per sostenere l'onere probatorio in ordine all'origine del possesso

Massime di principio

  • La qualificazione giuridica del fatto (riciclaggio vs ricettazione/furto) può dipendere dalla natura della condotta: la mera detenzione di beni di illecita provenienza è diversa dall'attività attiva di manipolazione/smontaggio che può integrare il reato di riciclaggio.
  • In sede di impugnazione è essenziale formulare motivi specifici e dettagliati (art. 581 c.p.p.): doglianze generiche rischiano l'inammissibilità e il difetto di obbligo motivazionale del giudice sull'argomento.
  • Le questioni di dosimetria della pena o di applicazione di aumenti/riduzioni (continuazione, tentativo) devono essere prospettate già in appello; sollevare tali profili per la prima volta in cassazione comporta frequentemente l'inammissibilità.
  • Il silenzio della sentenza di appello su una richiesta (es. attenuanti generiche) non è automaticamente vizio se il primo grado aveva adeguatamente motivato il diniego e la difesa non ha proposto censure specifiche e articolate in grado d'appello.
  • La prova e il comportamento processuale dell'imputato (es. mancata esposizione alternativa credibile sull'origine della refurtiva) sono elementi decisivi: l'assenza di spiegazioni plausibili rafforza la valutazione di responsabilità e la qualificazione del reato.

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