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Sentenza

Sentenza del 30/09/2019 n. 24281 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

IMOF S.p.A. aveva chiesto il rimborso dell'ICI versata per il 2009, sostenendo che gli immobili destinati al mercato ortofrutticolo, inizialmente classificati in categoria catastale D/8, fossero in realtà riconducibili alla categoria E/3, esente dall'ICI in quanto riferita a costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche. La società sosteneva che la successiva variazione catastale effettuata tramite DOCFA nel 2012, formalizzata nel 2013, dovesse avere efficacia retroattiva, poiché l'immobile sarebbe stato classificabile come E/3 già negli anni precedenti. Il Comune contestava sia l'applicabilità dell'esenzione, sia la retroattività della variazione, rilevando che il precedente classamento D/8 era stato richiesto dalla stessa contribuente e non corretto d'ufficio dall'amministrazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassato la sentenza della CTR del Lazio e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario di IMOF S.p.A. Ha stabilito che l'esenzione prevista per gli immobili classificati o classificabili nelle categorie E/1-E/9 riguarda gli immobili già classificati in tali categorie oppure quelli non ancora iscritti in catasto ma oggettivamente classificabili in esse. Non si applica invece retroattivamente agli immobili già classificati, su iniziativa del contribuente, in una categoria diversa e successivamente riclassificati su domanda dello stesso contribuente. La variazione catastale produce effetti secondo le regole temporali proprie della denuncia e non retroagisce per il solo fatto che la situazione materiale dell'immobile esistesse già in precedenza. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, lett. b)

    Sono esenti dall'imposta i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9

    La Corte interpreta la norma nel senso che l'esenzione riguarda gli immobili già classificati nelle categorie E/1-E/9 o quelli non ancora iscritti in catasto ma oggettivamente classificabili in tali categorie. Non riguarda invece gli immobili già classificati in una categoria diversa su iniziativa del contribuente e successivamente riclassificati a sua richiesta.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, commi 2 e 3

    Le variazioni delle risultanze catastali rilevano, di regola, dall'anno d'imposta successivo a quello in cui sono annotate. Gli immobili indicati come classificabili sono quelli non ancora iscritti in catasto. Le modifiche derivanti da una denuncia del contribuente non possono essere utilizzate per ottenere una retroattività anteriore alla comunicazione all'amministrazione, salvo le ipotesi di correzione di errori materiali riconosciuti dall'amministrazione.

  • Legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 74

    È richiamata in relazione agli effetti temporali delle variazioni catastali e delle attribuzioni o modifiche della rendita, ma la decisione esclude che una variazione richiesta dal contribuente possa produrre effetti retroattivi per gli anni anteriori alla denuncia.

  • Art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale (preleggi)

    Le norme eccezionali, comprese quelle che prevedono esenzioni tributarie, devono essere interpretate restrittivamente e non possono essere applicate oltre i casi espressamente considerati.

  • Art. 53 della Costituzione

    La Corte precisa che l'applicazione uniforme delle regole temporali sulle variazioni catastali non viola il principio di capacità contributiva; la fissazione di un termine uguale per tutti risponde anche al principio di uguaglianza.

Massime di principio

  • Quando un immobile è già stato classificato catastalmente in una categoria diversa da quella esente su iniziativa del contribuente, una successiva variazione richiesta dallo stesso contribuente non consente, di regola, di ottenere l'esenzione per gli anni precedenti.
  • Il contribuente ha l'onere di dichiarare correttamente la destinazione e le caratteristiche dell'immobile; l'amministrazione non è tenuta a correggere d'ufficio un classamento errato derivante da una dichiarazione o da un'omissione del contribuente.
  • La nozione di immobile "classificabile" nelle categorie esenti riguarda principalmente gli immobili non ancora iscritti in catasto, non quelli già classificati in una categoria diversa e poi riclassificati su richiesta.
  • Una variazione catastale produce effetti retroattivi solo in ipotesi limitate, come la correzione di un errore materiale di fatto riconosciuto dall'amministrazione, oppure secondo la specifica decorrenza prevista per modifiche tempestivamente denunciate.
  • Le esenzioni tributarie sono di stretta interpretazione: la destinazione dell'immobile a una finalità pubblica non è, da sola, sufficiente a superare un precedente classamento catastale non esente determinato dal contribuente.
  • Per valutare una richiesta di rimborso o di esenzione relativa ad annualità passate occorre distinguere tra errore dell'amministrazione, errore od omissione del contribuente e semplice modifica successiva della situazione catastale; da tale distinzione dipendono sia l'applicabilità dell'esenzione sia la decorrenza degli effetti.

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