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Legge

L.R. Lombardia 34/2015

Legge di riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo

Normativa regionaleL.R. Lombardia 34/2015Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge riconosce il diritto universale al cibo in Lombardia e disciplina interventi contro povertà alimentare e spreco, recupero e ridistribuzione delle eccedenze, educazione alimentare, premialità nei bandi e istituzione di una Consulta regionale. La copertura finanziaria è prevista per il 2016; la disciplina valutativa è biennale.

Riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo in Lombardia

Legge lombarda sul diritto al cibo

La legge della Regione Lombardia riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a cibo sufficiente, sicuro, sano e nutriente. Il provvedimento delinea un quadro integrato di politiche contro la povertà alimentare, di riduzione degli sprechi e di valorizzazione delle eccedenze lungo la filiera agroalimentare, con strumenti di programmazione, premialità e monitoraggio.

Principi, finalità e impostazione generale

La Regione afferma il diritto al cibo come diritto umano fondamentale e si impegna a:

  • eliminare malnutrizione e cattiva alimentazione;
  • contrastare la povertà per aumentare l’autonomia delle persone;
  • ridurre gli sprechi alimentari del 50% entro il 2025, secondo le competenze regionali;
  • promuovere sistemi agroalimentari locali e sostenibili;
  • favorire la ridistribuzione delle eccedenze da soggetti pubblici e privati.

L’attuazione deve avvenire con un approccio integrato, coinvolgendo politiche socio-assistenziali, sanitarie, formative, produttive, agricole, territoriali, ambientali, economiche e di sviluppo rurale, nel rispetto del principio di sussidiarietà e valorizzando soggetti pubblici e privati impegnati nel contrasto alla povertà.

Definizioni rilevanti

Ai fini della legge, il diritto al cibo è inteso come obbligo dello Stato e delle amministrazioni pubbliche di rispettare, proteggere e realizzare il diritto di ogni persona residente nel territorio a un cibo adeguato, sostenibile e accessibile.

Sono inoltre definiti:

  • spreco alimentare: pratiche normative, organizzative, produttive o commerciali che generano eccedenze ancora utilizzabili ma che diventano rifiuti;
  • eccedenze alimentari: alimenti prodotti in qualunque fase della filiera non raccolti, non venduti, non acquistati o non somministrati, nonché derrate destinate prioritariamente all’uso umano;
  • alimenti: quelli ricompresi nel regolamento CE n. 178/2002 che non sono esclusi dal circuito commerciale.

Il riferimento all’agricoltura comprende anche attività zootecniche, silvicole e ittiche.

Accesso al sostentamento alimentare e contrasto alla povertà

La Regione introduce norme e sostiene politiche di contrasto alla povertà per garantire a tutti l’accesso ai mezzi necessari al sostentamento alimentare. Sostiene inoltre le organizzazioni pubbliche e private che contribuiscono a combattere la povertà, con particolare attenzione al diritto di accesso al cibo.

Misure contro lo spreco alimentare

La legge promuove azioni diffuse di prevenzione dello spreco lungo la filiera agroalimentare. In particolare:

  • sostiene programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica;
  • promuove la formazione di addetti pubblici e privati che gestiscono eccedenze alimentari, anche con le ATS;
  • realizza campagne di comunicazione locale;
  • prevede, nei bandi regionali e del sistema regionale (SIREG) per ristorazione e ospitalità, un criterio premiale per le imprese con minori volumi di spreco, nel rispetto del d.lgs. 163/2006;
  • introduce premialità per amministrazioni locali che aderiscano a modelli di aggiudicazione orientati alla riduzione degli sprechi;
  • favorisce i sistemi agroalimentari locali e sostenibili;
  • premia operatori della filiera, compresi quelli della ristorazione sanitaria, scolastica e assistenziale, che donano alimenti o cedono gratuitamente eccedenze o adottano pratiche di riduzione dello spreco.

Recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari

La Regione sostiene, incentiva e favorisce le iniziative di organizzazioni pubbliche e private che recuperano prodotti non raccolti, invenduti o scartati per ridistribuirli gratuitamente a cittadini sotto la soglia di povertà o in grave difficoltà economica.

Sono previste ulteriori misure premiali e agevolazioni per soggetti pubblici e privati con sede operativa in Lombardia che operano in rete nel recupero, stoccaggio, distribuzione e ridistribuzione di alimenti ed eccedenze. La legge valorizza la sussidiarietà orizzontale e la costruzione di reti lungo tutta la filiera per ottimizzare l’uso degli invenduti e dei prodotti non raccolti senza rischi per la salute.

Nei bandi regionali e del SIREG per ristorazione e ospitalità è previsto un criterio premiale, a parità di eccedenze prodotte, per le imprese che ridistribuiscano gratuitamente le eccedenze ai meno abbienti e favoriscano la riduzione a monte degli sprechi, privilegiando inoltre alimenti prodotti il più vicino possibile al luogo di consumo.

Consulta regionale per la promozione del diritto al cibo

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge è istituita, senza nuovi oneri, la Consulta regionale per la promozione del diritto al cibo, composta da 15 membri, con presenza di rappresentanti di categoria, soggetti pubblici e privati, terzo settore, università e centri di ricerca. Vi partecipano anche l’assessore regionale competente o un suo delegato e cinque consiglieri regionali, nel rispetto della rappresentanza delle minoranze.

La Consulta ha funzioni propositive e di coordinamento, tra cui:

  • contribuire alla definizione di obiettivi e strategie di medio-lungo periodo;
  • favorire l’integrazione tra politiche e programmi regionali;
  • proporre soluzioni per ridurre perdite e inefficienze della filiera;
  • facilitare le donazioni di eccedenze;
  • commissionare, raccogliere e divulgare studi e buone pratiche;
  • promuovere programmi scolastici e professionali contro lo spreco e il premio annuale “Spreco Zero”.

Essa redige una relazione annuale per Giunta e Consiglio regionale. La Giunta ne disciplina composizione e funzionamento con deliberazione, previo parere della commissione consiliare competente.

Alimentazione e salute

La Regione promuove e sostiene programmi e corsi di educazione alimentare, anche con sostegno psicologico e promozione dell’attività fisica, per diffondere consapevolezza su corretta alimentazione, salute psicofisica, dieta equilibrata e stili di vita sani.

Clausola valutativa e trasparenza

Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della legge e i risultati raggiunti in tema di accesso al cibo, riduzione degli sprechi e redistribuzione delle eccedenze. La Giunta trasmette una prima relazione entro il 31 marzo dell’anno successivo all’approvazione della legge e, poi, con cadenza biennale al 31 marzo.

Le relazioni devono indicare:

  • interventi realizzati, ambiti, obiettivi, distribuzione territoriale e soggetti coinvolti;
  • finanziamenti regionali e loro distribuzione;
  • punti di forza e criticità;
  • successivamente, anche i risultati conseguiti, soprattutto su sprechi, recupero e ridistribuzione.

Gli esiti della Consulta fanno parte integrante della relazione. La Giunta e il Consiglio devono rendere pubblici, anche in formato aperto online, dati e documenti relativi alle attività valutative; il Consiglio formula indirizzi vincolanti per l’implementazione delle misure e il grado di integrazione degli interventi.

Disposizioni finanziarie

Per il 2016 le spese per le misure di sostegno previste dagli articoli 3, 4, 5 e 7 sono quantificate in 200.000 euro e coperte mediante riduzione di fondi di bilancio e corrispondente incremento degli stanziamenti della missione agricoltura e sistema agroalimentare. Dagli esercizi successivi al 2016 la copertura avviene nei limiti delle risorse stanziate con la legge di bilancio dei singoli esercizi.

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