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Cassazione Civile, Ordinanza n. 03209/2026 del 13/02/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (intermediario finanziario)

La controversia

La società ha chiesto la correzione di un errore materiale contenuto nell'ordinanza della Corte di Cassazione n. 26457/2025, relativa a una controversia in materia di servizi di investimento. Nell'ordinanza da correggere era stato erroneamente indicato come giudice di rinvio la Corte di appello di Torino, mentre la corretta individuazione, secondo la disciplina applicabile ratione temporis e la giurisprudenza di legittimità richiamata, era il Tribunale di Torino. La lite principale riguardava la domanda dei clienti volta a ottenere la declaratoria di inesistenza, nullità e inefficacia, e in subordine annullabilità e risoluzione, del contratto quadro di negoziazione e dei successivi ordini di acquisto di titoli sottoscritti inter partes. La ricorrente ha inoltre depositato memoria.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile e fondata l'istanza di correzione dell'errore materiale. Ha quindi disposto che, nell'ordinanza n. 26457/2025, laddove a pagina 7 nella motivazione e nel dispositivo era indicata la "Corte di appello di Torino", deve intendersi invece "Tribunale di Torino". Ha altresì ordinato l'annotazione della correzione sull'originale dell'ordinanza. Non è stata pronunciata statuizione sulle spese del procedimento di correzione.

Norme richiamate

  • art. 353 c.p.c.

    La formulazione vigente ratione temporis consente di individuare correttamente il giudice di rinvio nel giudice di primo grado quando la sentenza d'appello abbia erroneamente negato la giurisdizione del giudice ordinario.

  • art. 383, comma 3, c.p.c.

    In caso di cassazione della sentenza d'appello che abbia confermato la statuizione di primo grado, il rinvio va disposto al giudice di primo grado al quale la pronuncia d'appello avrebbe dovuto rimettere le parti.

  • art. 391-bis, comma 1, c.p.c.

    Costituisce base per la correzione d'ufficio dell'errore materiale contenuto nel provvedimento della Corte di cassazione.

  • artt. 287 e 391-bis c.p.c.

    Nel procedimento di correzione degli errori materiali è possibile intervenire sul provvedimento per rettificare l'indicazione errata senza incidere sul merito della decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di correzione degli errori materiali è ammissibile emendare un provvedimento della Cassazione quando l'errore sia meramente materiale e risulti dal testo della decisione o dal suo contenuto complessivo, senza bisogno di rivalutare il merito della controversia.
  • Quando la cassazione riguarda una sentenza d'appello che abbia confermato la decisione di primo grado e abbia erroneamente escluso la giurisdizione del giudice ordinario, il rinvio deve essere effettuato al giudice di primo grado, secondo la disciplina applicabile ratione temporis.
  • La correzione dell'errore materiale può essere disposta d'ufficio dalla Corte e non comporta una nuova decisione sulla controversia sostanziale.
  • Nel procedimento di correzione degli errori materiali non si pronuncia sulle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniIntermediazione finanziaria
RamiProcesso civileBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazioneObblighi informativi MIFID
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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