Cassazione Civile, Sentenza n. 10386/2026 del 20/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Stellantis ha proposto ricorso per revocazione avverso la sentenza della Corte di Cassazione n. 2111/2024, sostenendo un errore di fatto (ai sensi dell'art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c.) nella valutazione resa in sede di cassazione circa la portata del giudicato e, in particolare, sull'esistenza o meno della prescrizione delle azioni extracontrattuali di regresso/rivalsa verso i terzi chiamati in causa. Inoltre censurava la presunta omessa valutazione di documenti e la mancata considerazione della qualifica degli eredi di Domenico Ricca (motivo relativo all'ottavo motivo di ricorso originario). In sostanza, Stellantis denunciava che la Corte avrebbe interpretato erroneamente la sentenza d'appello circa la prescrizione e l'ammissibilità delle domande contro taluni terzi, e che la Cassazione avrebbe altresì travisato la valutazione probatoria compiuta dalla Corte territoriale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale per revocazione. Ha ritenuto che i presupposti dell'errore revocatorio non ricorressero: il presunto vizio era riconducibile a valutazione o interpretazione della sentenza di merito (attività valutativa non idonea a integrare errore di fatto revocatorio) e non ad una 'svista' percepibile in modo immediato e incontestabile dai documenti. Il secondo motivo è stato qualificato come obiter dictum e quindi privo dei caratteri di essenzialità e decisività richiesti per la revocazione. I ricorsi incidentali sono stati assorbiti. Stellantis è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità a favore delle parti costituite (importi liquidati per ciascuna parte) e resta altresì l'obbligo di eventuale ulteriore versamento del contributo unificato ai sensi del DPR 115/2002 art. 13, comma 1-quater, se dovuto.
Norme richiamate
art. 391-bis cod. proc. civ.
norma che consente la proposizione del ricorso per revocazione straordinaria nei casi previsti (revocazione di sentenze della Corte di Cassazione); qui invocata come titolo procedurale della domanda di revocazione
art. 395, comma 1, n. 4, cod. proc. civ.
definisce il vizio di 'errore di fatto' rilevante per la revocazione: deve trattarsi di una falsa supposizione su un fatto incontrovertibilmente escluso o positivizzato dagli atti, non oggetto di discussione tra le parti; l'errore deve avere i caratteri di evidenza assoluta e decisività
art. 253 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
disciplina la responsabilità e la rivalsa tra soggetti coinvolti nelle attività di gestione dei rifiuti; qui centrale nella valutazione se FCA potesse agire in rivalsa/regresso verso terzi per le spese di bonifica
art. 2055 cod. civ.
norma sul concorso di colpa e azione di regresso; richiamata nella ricostruzione delle domande di regresso/risarcitorie mosse da FCA verso i terzi
art. 2043 cod. civ.
fonte dell'azione extracontrattuale per il risarcimento del danno (responsabilità aquiliana), richiamata come titolodi alcune domande avanzate da FCA
artt. 2050 e 2051 cod. civ.
riguardano la responsabilità per attività pericolose e la custodia; richiamati nella discussione circa la possibile responsabilità dei Comuni per l'autorizzazione e gestione dell'area- discarica
art. 2909 cod. civ.
riferito alle questioni probatorie e all'omesso esame di fatti decisivi; la ricorrente denunciava violazione di tale disposizione per mancata valutazione di elementi probatori
art. 2697 cod. civ.
norma relativa all'onere della prova; invocata nella contestazione dell'apprezzamento probatorio operato dai giudici di merito
art. 2041 cod. civ.
disciplina dell'ingiustificato arricchimento; richiamata dalla ricorrente come titolo alternativo di pretesa verso il Comune di Moncalieri
artt. 1362 e 1366 cod. civ.
riguardano la formazione e gli effetti del consenso e della causa; evocati nella discussione circa la natura di atti comunali (parere vs autorizzazione) e la loro efficacia
art. 2947 cod. civ.
termine di prescrizione quinquennale per azioni extracontrattuali; centrale nella valutazione della tempestività delle azioni di regresso/rivalsa
art. 346 cod. proc. civ.
riferito alle istanze e deduzioni introdotte in appello; menzionato nella discussione sull'alenamento di questioni in appello e sull'ammissibilità di domande tardive
art. 360 cod. proc. civ.
norma che disciplina i motivi di impugnazione in cassazione; richiamata indirettamente nell'analisi di quali questioni fossero rimesse in sede di legittimità
d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, art. 133, comma 1
richiamato dal Comune di Moncalieri per sostenere la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di gestione rifiuti e atti integrativi/sostitutivi dei provvedimenti amministrativi
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
regola l'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di rigetto/inammissibilità, qui richiamata per l'eventuale obbligo di versamento da parte di Stellantis
art. 370 cod. proc. civ.
menzionato rispetto alla disciplina del deposito del controricorso e dei termini per il deposito degli atti in Cassazione (conseguenze della tardività del controricorso del Comune di Torino)
art. 287 cod. proc. civ.
citato nella giurisprudenza come riferimento per la distinzione tra errore materiale (emendabile) ed errore revocatorio non testuale
Massime di principio
- La revocazione per errore di fatto (art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c.) è rimedio eccezionale e richiede un errore percepibile come fatto incontrovertibile dagli atti; non può essere utilizzata per sindacare valutazioni o interpretazioni giuridiche compiute dal giudice.
- Non costituiscono errore di fatto revocabile le mere divergenze sull'interpretazione della sentenza di merito o l'apprezzamento probatorio: tali questioni rientrano nella valutazione del giudice e non nella categoria della 'falsa supposizione' richiesta dalla revocazione.
- Per contestare con successo la portata del giudicato o la prescrizione occorre dimostrare in modo chiaro e documentale che la sentenza impugnata contraddice in maniera univoca atti o prove che escludono ogni ragionevole dubbio; è insufficiente sostenere un diverso punto di vista interpretativo.
- In contenziosi ambientali che coinvolgono più titoli di responsabilità (extracontrattuale, rivalsa ex art. 253 d.lgs. 152/2006, azioni di regresso), le domande devono essere formulate e documentate con precisione già nelle fasi istruttorie: la tardiva produzione documentale o la formulazione ambigua delle domande può compromettere l'ammissibilità e l'apprezzamento in sede di merito.
- La qualificazione degli atti amministrativi (parere vs autorizzazione) è cruciale per determinare la responsabilità dell'ente pubblico; tuttavia, la sua questione è di fatto e di diritto da provare e non può essere sottratta alla normale dialettica probatoria assumendo automaticamente carattere di errore revocatorio.
- In Cassazione la tempestività del deposito del controricorso è rilevante: la tardività può rendere inammissibile l'atto e limitare il riconoscimento di attività difensive riconoscibili ai fini della liquidazione delle spese.
- Quando si mira a rimettere in discussione pronunce recenti, valutare preventivamente se la contestazione attiene a un fatto incontrovertibile (idoneo per la revocazione) o a una valutazione interpretativa: in quest'ultimo caso è preferibile ricorrere a mezzi ordinari di impugnazione o a diversa strategia processuale.
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