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Sentenza

Sentenza del 20/04/2018 n. 1333 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

PROCESSO - Appello dell'ufficio - Mera riproposizione dell'accertamento - Insufficienza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'appello dell'Ufficio è stato ritenuto insufficiente e inammissibile, o comunque non idoneo a devolvere validamente la controversia al giudice d'appello, perché la mera riproposizione dell'accertamento non sostituisce l'onere di censurare specificamente la sentenza impugnata. Ne consegue la conferma della decisione favorevole al contribuente.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio ha proposto appello limitandosi a richiamare o riproporre il contenuto dell'avviso di accertamento, senza contestare in modo specifico le motivazioni di merito con cui la sentenza di primo grado aveva deciso la controversia. Tale modalità non consente di individuare le critiche rivolte al decisum e impedisce l'instaurazione di un effettivo contraddittorio nel giudizio di appello.

Norme richiamate

  • Regole processuali sull'appello tributario e sull'onere di specifica impugnazione

    L'atto di appello deve contenere censure specifiche contro le motivazioni della sentenza impugnata. Non è sufficiente riproporre le ragioni già esposte nell'avviso di accertamento o negli atti del primo grado.

  • Principio del contraddittorio nel giudizio di appello

    Il contraddittorio in appello deve svolgersi sulle effettive ragioni della decisione impugnata; in mancanza di una critica al decisum, il giudice e la controparte non sono posti in condizione di confrontarsi correttamente sulle questioni devolute.

Massime di principio

  • Chi propone appello deve contestare puntualmente la motivazione della sentenza di primo grado, indicando quali passaggi siano errati e per quali ragioni.
  • Il semplice richiamo all'atto amministrativo originario, alle difese del primo grado o alla pretesa tributaria non equivale a una valida impugnazione.
  • L'atto di appello deve confrontarsi con il contenuto concreto della sentenza: una censura generica può comportare l'inammissibilità dell'impugnazione o la conferma della decisione.
  • In una situazione analoga, occorre verificare se l'appellante abbia formulato critiche specifiche al ragionamento del primo giudice; se manca tale confronto, la parte resistente può eccepire l'inammissibilità o l'inidoneità dell'appello.

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