Cassazione Penale, Sentenza n. 22266/2025 del 12/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza dell'11/09/2024 che aveva rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo di €140.000 disposto dal GIP il 22/07/2024 come pertinenti al reato di riciclaggio. Il ricorrente contestava che la motivazione del riesame si fosse fondata su una errata e congetturale interpretazione di una intercettazione del 27/03/2024 (frase attribuita a Oscar Pecorelli: "lui, tiene 130/140.000 euro di capitale che il nonno gli mette sulla banca") e non avesse adeguatamente valutato la documentazione difensiva dimostrante l'illecità non dimostrata e la lecita provenienza delle somme (attività bancaria del Carrozza, vendita immobile nel 2007 per €160.000). Lamentata inoltre la contrarietà alla giurisprudenza circa l'uso del principio di fungibilità per disporre la confisca senza prova di concreta confusione tra somme lecite e illecite.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le censure attengono alla valutazione di merito degli indizi e non a violazioni di legge deducibili in sede di legittimità. Il Collegio ha ritenuto che il Tribunale avesse fondatamente e logicamente motivato il rigetto del riesame sulla base di indizi: collegamenti tra la somma sequestrata e l'attività illecita attribuita a Oscar Pecorelli, contenuto della cassetta di sicurezza intestata al ricorrente (fotocopie di assegni intestati a soggetti collegati e monili in buste con nomi di familiari del Pecorelli) e il rischio di dispersione della somma. La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui il denaro come profitto/ prezzo del reato è bene fungibile e può essere oggetto di confisca diretta anche se è prospettata l'origine lecita delle specifiche banconote. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione di €3.000 a titolo di ammenda ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. proc. pen. / artt. relativi al sequestro e alla confisca
Richiamato come norma di riferimento per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme ritenute pertinenti al reato; utilizzato insieme agli altri articoli per giustificare il vincolo reale sulle somme.
art. 648-ter cod. pen.
Articolo richiamato nella contestazione (collegabile ai delitti patrimoniali quali riciclaggio/illecito), rilevante per l'individuazione della natura del reato cui le somme si ritiene pertinenti.
art. 648-quater cod. pen.
Richiamato dal Tribunale come riferimento normativo con cui collegare la disponibilità di denaro a condotte dirette ad occultarne la provenienza illecita.
art. 125 cod. proc. pen.
Citato nell'impugnazione probabilmente in ordine alla competenza o natura del provvedimento impugnato; utilizzato in ricorso ma non ravvisata violazione dalla Corte.
art. 321 cod. proc. pen.
Riferimento processuale invo cato dal ricorrente; la Corte non ha ritenuto sussistenti violazioni di legge richiamabili ai sensi di tale norma.
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (Sezioni Unite)
Principio richiamato: la somma di denaro quale profitto o prezzo del reato è bene fungibile; la confisca diretta è possibile anche se è dimostrata l'origine lecita della specifica somma, perché l'accrescimento patrimoniale deve essere asportato nella misura del profitto ottenuto dall'illecito.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna alle spese e per l'ammenda in caso di ricorso dichiarato inammissibile, che ha trovato applicazione nella sentenza.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione sindaca in sede di legittimità solo violazioni di legge e vizi di motivazione 'totale' o illogica; non è consentita la rivalutazione del merito degli indizi valutati dal giudice di merito.
- Negli accertamenti su somme di denaro, il principio di fungibilità (Sezioni Unite) permette la confisca diretta dell'incremento patrimoniale ritenuto profitto del reato, anche se è allegata o provata l'origine lecita delle singole banconote, salvo che la difesa riesca a dimostrare concretamente l'assenza di collegamenti o la catena di legittima provenienza che colmi il 'gap' temporale e logico rispetto ai versamenti contestati.
- Per contrastare un sequestro/ confisca fondato sulla fungibilità è necessario fornire una documentazione che colleghi in modo specifico e cronologicamente plausibile l'origine lecita dei capitali ai movimenti oggetto di indagine (catena dei trasferimenti, controparti, tempistiche), non solo prove generiche di redditi passati.
- Le intercettazioni, sebbene da sole possano apparire ambigue, assumono rilievo se corroborate da altri elementi oggettivi (es. documenti ritrovati in cassette di sicurezza, assegni intestati, beni personali riconducibili a terzi) che compongono un quadro indiziario coerente.
- Nel ricorso per cassazione avverso provvedimenti di misure cautelari reali è strategico contestare specifiche violazioni di legge o la assoluta mancanza di motivazione; meri disaccordi sulla valutazione degli indizi difficilmente valgono ad ottenere la riforma.
- Se si è nella posizione della difesa, utile dimostrare: a) la successione cronologica delle disponibilità economiche; b) la corrispondenza tra vendite/risparmi dichiarati e giacenze criticate; c) l'assenza di trasferimenti anomali o verso soggetti indiziati, per neutralizzare l'accertamento indiziario.
- Il giudice di merito può ritenere irrilevante la documentazione difensiva se ritiene che gli indizi probatori (anche materiale ritrovato) colleghino le somme al reato; pertanto la difesa deve mirare a far emergere elementi nuovi o lacune logiche specifiche nel ragionamento motivazionale del giudice.
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