Cassazione Penale, Sentenza n. 23183/2025 del 20/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il pubblico ministero ha impugnato la sentenza del GIP che aveva dichiarato non doversi procedere ai sensi dell'art. 420-quater c.p.p., sostenendo che il giudice aveva erroneamente escluso la possibilità di procedere in assenza dell'imputato: nel corso delle indagini preliminari l'imputato aveva nominato un difensore di fiducia ed eletto domicilio presso il suo studio, circostanza che, secondo il ricorrente, avrebbe dimostrato la conoscenza del processo da parte dell'imputato o la volontà di sottrarsi al procedimento, rendendo pertanto applicabile la disciplina dell'assenza e giustificando la celebrazione dell'udienza preliminare in sua assenza
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che, dopo la presentazione del ricorso, l'imputato è stato tratto in arresto in flagranza il 8/12/2024 e gli sono stati notificati gli atti relativi al processo, con conseguente informazione della revoca della sentenza di non doversi procedere e della riapertura del processo dinanzi al GUP. Sul punto di merito la Corte ha inoltre osservato che il motivo del ricorso è manifestamente infondato: la giurisprudenza consolidata esclude che la sola elezione di domicilio presso il difensore o la sua nomina siano, di per sé, presupposti sufficienti per ritenere provata la conoscenza effettiva del processo da parte dell'imputato. Il giudice di merito ha correttamente ritenuto carente la prova della effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato, avendo fatto riferimento anche alle ricerche della polizia giudiziaria e alla dichiarazione del difensore di fiducia di non aver avuto contatti con il cliente
Norme richiamate
art. 420-quater c.p.p.
Disciplina la dichiarazione di non doversi procedere per mancata conoscenza del processo da parte dell'imputato e prevede, tra l'altro, l'indicazione del termine fino al quale devono continuare le ricerche per rintracciare l'imputato
art. 420-bis c.p.p.
Norma richiamata nel ricorso come disciplina dell'assenza dell'imputato; la giurisprudenza ha però precisato che l'applicazione richiede la certezza della conoscenza del procedimento o della volontà di sottrarsi, non essendo sufficiente una presunzione derivante dalla sola elezione di domicilio
art. 162, comma 4-bis c.p.p. (introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n.103)
Rilevato nella giurisprudenza come parte dell'evoluzione normativa delle regole sulla conoscenza del processo; richiede di valutare con attenzione gli indizi circa la conoscenza effettiva da parte dell'imputato
Massime di principio
- La sola elezione di domicilio presso il difensore o la nomina di un difensore non costituisce, di per sé, prova certa della conoscenza della pendenza del processo da parte dell'imputato
- Per procedere in assenza dell'imputato il giudice deve accertare in positivo che l'imputato ha avuto effettiva conoscenza del procedimento o si sia volontariamente sottratto: non è ammessa un'inversione dell'onere probatorio fondata su mere presunzioni
- Il giudice deve valutare elementi concreti di contatto tra imputato e difensore o di effettiva notifica/consapevolezza (es. comunicazioni ricevute, contatti documentati, attività difensiva corrispondente alla conoscenza)
- La Procura, nell'impugnazione, deve avere un interesse concreto e attuale alla riforma: un successivo compimento di atti che soddisfano l'interesse (es. notifica degli atti all'imputato) estingue l'interesse al ricorso rendendolo inammissibile
- In caso di dubbio sulla conoscenza del processo il giudice può e deve disporre accertamenti/ulteriori ricerche e indicare il termine entro cui proseguire le ricerche, prima di dichiarare che non si può procedere in assenza
- La revoca della declaratoria di non doversi procedere è possibile se, successivamente, l'imputato viene raggiunto e gli sono notificati gli atti; in tal caso può essere disposta la riapertura del processo e la celebrazione dell'udienza preliminare
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