Salta al contenuto
Legge

L.R. FVG 26/2007

Norme regionali per la tutela della minoranza linguistica slovena.

Normativa regionaleL.R. FVG 26/2007Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina, nel territorio del Friuli Venezia Giulia, le misure regionali per tutelare e valorizzare la minoranza slovena, l’uso della lingua slovena nella PA, i rapporti istituzionali, gli organi consultivi e gli strumenti finanziari. Contiene anche disposizioni per resiano e varianti locali. Parte della disciplina finanziaria e transitoria è riferita ai bilanci 2007-2008 e a procedure iniziali ormai esaurite.

Tutela della minoranza linguistica slovena in Friuli Venezia Giulia

Tutela della minoranza linguistica slovena in Friuli Venezia Giulia

La legge detta le norme regionali per la tutela e la valorizzazione della minoranza linguistica slovena nel Friuli Venezia Giulia, integrando la normativa statale e coordinandosi con gli strumenti di autonomia speciale, con particolare attenzione all’uso della lingua, al sostegno delle organizzazioni rappresentative e ai finanziamenti per attività culturali, sociali, educative e informative.

Principi generali e quadro di riferimento

La Regione riconosce la minoranza slovena come parte del proprio patrimonio storico, culturale e umano e concorre alla sua tutela e valorizzazione nel rispetto dei diritti fondamentali, della Costituzione e delle convenzioni internazionali richiamate. La legge si pone in attuazione e integrazione della disciplina statale, in particolare della legge n. 482/1999, della legge n. 38/2001 e del d.lgs. n. 223/2002.

Ambito territoriale e destinatari

Le disposizioni si applicano in tutto il territorio regionale, salvo quelle riferite espressamente al territorio di insediamento della minoranza slovena individuato ai sensi della legge n. 38/2001. In tale territorio le misure riguardano anche il resiano e le varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale.

Rapporti istituzionali e cooperazione transfrontaliera

La Regione promuove, nei rapporti internazionali, iniziative volte a rafforzare le diversità culturali e linguistiche. Nei rapporti con la Repubblica di Slovenia sostiene il miglioramento della tutela della minoranza slovena in Friuli Venezia Giulia e della comunità nazionale italiana in Slovenia, favorendo collaborazione, organismi congiunti e integrazione culturale, sociale ed economica in ambito transfrontaliero.

Collaborazione tra identità linguistiche regionali

La Regione favorisce la collaborazione e la reciproca conoscenza tra minoranza slovena e comunità italiana, nonché tra le minoranze slovena, friulana e germanofona presenti in regione. Sono sostenuti progetti comuni finalizzati alla valorizzazione delle diversità culturali e linguistiche e al rafforzamento dell’interculturalità.

Assetto istituzionale: Albo regionale e organizzazioni di riferimento

È istituito presso la Direzione centrale competente l’Albo regionale delle organizzazioni della minoranza linguistica slovena, articolato in sezioni per organizzazioni di riferimento, associazioni culturali, sportive, sociali e di categoria, mezzi di informazione ed enti proprietari o gestori di immobili destinati alle attività della minoranza. L’iscrizione è requisito per convenzioni e contributi regionali. Le modalità di iscrizione e cancellazione sono demandate a regolamento regionale.

Sono previste specifiche “organizzazioni di riferimento” della minoranza slovena, cioè le più rappresentative; il riconoscimento avviene con decreto del Presidente della Regione su proposta dell’Assessore competente. Tali organizzazioni sono enti esponenziali della minoranza e ricevono un contributo annuo per l’attività istituzionale, nei limiti dello stanziamento annuale previsto dalla legge finanziaria e con onere a carico dei fondi statali di cui alla legge n. 38/2001.

Commissione consultiva e organismi di supporto

È istituita la Commissione regionale consultiva per la minoranza linguistica slovena, organo di consulenza generale su tutte le questioni inerenti alla minoranza. Esprime i pareri previsti dalla legge, quelli sui progetti relativi all’uso della lingua slovena e sulla ripartizione delle risorse statali, oltre a pareri richiesti da Consiglio, Giunta ed enti regionali. È composta da rappresentanti dell’Assessore competente, delle organizzazioni di riferimento, degli eletti di lingua slovena negli enti locali e della Commissione scolastica regionale per l’istruzione in lingua slovena. La legge riconosce anche il supporto organizzativo e di segreteria al Comitato istituzionale paritetico previsto dalla legge n. 38/2001.

Conferenza regionale sulla tutela della minoranza

La Conferenza regionale sulla tutela della minoranza slovena è convocata almeno ogni cinque anni, e comunque non oltre sei mesi prima della fine della legislatura, per verificare l’attuazione degli interventi, raccogliere proposte e definire nuove linee di indirizzo. Vi partecipano i principali soggetti istituzionali e associativi coinvolti, e la Conferenza verifica anche l’attuazione delle misure per resiano e varianti linguistiche locali.

Uso della lingua slovena nei rapporti con la Regione

I cittadini appartenenti alla minoranza slovena possono rivolgersi all’Amministrazione regionale in lingua slovena, oralmente o per iscritto, ottenendo risposta nella stessa lingua o in italiano con allegato il testo sloveno. La Regione assicura personale con conoscenza della lingua slovena negli uffici regionali e del Consiglio, istituisce uffici per la comunicazione istituzionale e le relazioni con il pubblico nelle aree centrali di Trieste, Gorizia e Cividale, promuove la formazione del personale e diffonde informazioni istituzionali anche in sloveno. Modulistica e formulari per i benefici della legge sono bilingui.

Toponomastica, nomi e uso privato della lingua

La legge garantisce la corretta scrittura di nomi e cognomi sloveni negli atti regionali. Nei testi normativi e negli atti pubblicati nel Bollettino Ufficiale, dal 6 dicembre 2007, le denominazioni slovene di province, comuni e frazioni sono riportate accanto a quelle italiane secondo gli statuti locali. Nel territorio di insediamento della minoranza sono previste anche insegne e indicazioni bilingui negli immobili sede di uffici e strutture regionali. Inoltre, associazioni e imprese possono usare lo sloveno, oltre all’italiano, su insegne e indicazioni al pubblico, incluse le etichette di prodotti agricoli, artigianali e industriali.

Rappresentanza negli organi regionali e tutela degli interessi territoriali

Per le materie relative ad assetto amministrativo, uso del territorio, urbanistica e programmazione economico-sociale, la minoranza slovena deve avere un’adeguata rappresentanza negli organi collegiali consultivi regionali. La Regione individua gli organi da integrare e procede alle integrazioni, con decreto o regolamento a seconda che si tratti di organi non previsti o previsti da legge/regolamento. In caso di organi istituiti con legge regionale, il regolamento è adottato previo parere della commissione consiliare competente.

Cultura, istruzione e formazione

La Regione promuove la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, storico e artistico della minoranza slovena, anche tramite inventari e supporto di istituzioni culturali e scientifiche. Sostiene l’apprendimento della lingua e della cultura slovena nelle scuole di ogni ordine e grado e promuove collaborazioni con le Università del Friuli Venezia Giulia e della Repubblica di Slovenia per formazione, specializzazione e riconoscimento di diplomi ed esami abilitanti alle professioni.

Radiotelevisione e informazione in lingua slovena

Per garantire la ricezione delle trasmissioni in lingua slovena nel territorio di insediamento della minoranza, la Regione può finanziare opere e impianti per il servizio pubblico radiotelevisivo tramite contributi in conto capitale agli enti locali. Può inoltre stipulare convenzioni con la concessionaria del servizio pubblico e con emittenti private locali per programmi e servizi in lingua slovena, previo parere del Co.Re.Com.

Strumenti finanziari e tipologie di intervento

È istituito il Fondo per il sostegno delle attività degli enti e organizzazioni della minoranza slovena, alimentato dai contributi statali destinati alla legge n. 38/2001. Il fondo finanzia sovvenzioni annue a soggetti di rilevanza primaria, contributi per attività culturali, sportive, scientifiche, educative, informative ed editoriali di soggetti minori, e interventi straordinari mediante convenzioni per iniziative di particolare rilievo. La ripartizione annuale avviene con deliberazione della Giunta, sentita la Commissione consultiva, entro il 15 ottobre dell’anno precedente.

È inoltre istituito il Fondo regionale per la minoranza slovena, destinato a contributi per interventi su edifici, attività scolastiche, insegnamento bilingue, progetti innovativi, iniziative interculturali e altre attività culturali e sociali non coperte dagli altri fondi. I contributi possono essere concessi a proprietari/gestori/affittuari di immobili, istituzioni scolastiche pubbliche, ANSAS e soggetti iscritti all’Albo, secondo criteri definiti sentita la Commissione consultiva.

Interventi per resiano e varianti linguistiche locali

Per il resiano e per le varianti linguistiche delle Valli del Natisone, del Torre e della Val Canale possono essere finanziati programmi di intervento presentati, rispettivamente, dal Comune di Resia e in forma associata dai Comuni interessati. Criteri e modalità sono stabiliti dalla Giunta regionale.

Disposizioni transitorie e abrogazioni

Nelle more del regolamento sull’Albo, possono accedere ai finanziamenti gli enti già beneficiari di fondi regionali nei tre anni precedenti, con domanda alla Direzione competente. In prima applicazione sono riconosciute come organizzazioni di riferimento l’Unione culturale economica slovena e la Confederazione delle organizzazioni slovene. Fino al nuovo regolamento restano in vigore, se compatibili, i precedenti regolamenti attuativi.

Sono abrogate varie disposizioni precedenti, inclusa la disciplina della commissione consultiva della legge regionale n. 46/1991 e l’articolo 5 della legge regionale n. 23/2001, con efficacia delle abrogazioni relative a quest’ultima dal 1° gennaio 2008.

Aspetti finanziari e temporalità delle prime applicazioni

Le disposizioni finanziarie ripartiscono gli oneri sui capitoli del bilancio regionale 2007-2009 e 2007; molte autorizzazioni sono riferite all’esercizio 2008 e ai contributi statali affluiti ai fondi regionali. Le previsioni sulla prima costituzione degli organi, sull’individuazione iniziale dei soggetti primari e sulla programmazione 2008 hanno oggi rilievo essenzialmente storico e transitorio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.