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Sentenza

Sentenza n. 1901/2026 - Torino, Sezione 2

per l'accertamento - dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Burolo nonché dell'obbligo dello stesso di pronunciarsi sulla segnalazione del signor Marco Martinetti in data 14 maggio 2026, con ogni conseguente provvedimento.

Giustizia amministrativa202601013

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio del Comune sulla segnalazione del 14 maggio 2026 relativa alla legittimità del muro di confine e all’accertamento delle responsabilità per i riporti di terra

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente, dopo avere presentato il 9 agosto 2025 una SCIA per il ripristino dell’originario assetto plano-altimetrico di due lotti interessati da terreni di riporto, ha segnalato al Comune il 14 maggio 2026 la necessità di verificare la legittimità del muro di confine e di contenimento posto a monte, temendo che la rimozione del terreno potesse destabilizzarlo. Ha inoltre chiesto di adottare i provvedimenti necessari in relazione al mancato ripristino dei luoghi da parte di Immagine s.r.l., che nel 2010 si era impegnata con il Comune a rimuovere il materiale di scavo temporaneamente depositato nell’area. Ha quindi agito per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio comunale e dell’obbligo di provvedere. In giudizio ha sostenuto che la relazione tecnica richiamata dal Comune non gli avesse fornito risposta, anche perché indirizzata al Sindaco, e ha contestato che non fosse stata svolta una verifica in loco.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, senza esaminare le eccezioni di inammissibilità comunali, ritenendo dirimente la risposta intervenuta durante il giudizio. Con nota del 23 giugno 2026 il Comune aveva comunicato al ricorrente di avere svolto le verifiche e richiamato gli atti comunali, inclusa la relazione del responsabile del servizio tecnico: questa aveva concluso che il muro era assentito dal permesso di costruire del 31 gennaio 2013 e non costituiva abuso edilizio; quanto ai riporti di terra attribuiti a Immagine s.r.l., aveva ritenuto impossibile una verifica attendibile, a causa delle rilevanti movimentazioni di terra successivamente eseguite dal ricorrente, già considerate nell’ordinanza di ripristino esaminata dalla sentenza TAR n. 235/2026. La nota comunale, indirizzata al ricorrente e comprensiva del richiamo alla relazione, gli aveva consentito di conoscere le ragioni dell’Amministrazione e di replicarvi il 27 agosto 2026; aveva quindi raggiunto lo scopo di rispondere alla segnalazione. Il TAR ha inoltre osservato che, in relazione alla dedotta responsabilità di Immagine s.r.l., il ricorso avrebbe dovuto essere notificato anche a tale società, senza tuttavia definire il giudizio su questa eccezione. Spese compensate per la particolarità e complessità della vicenda.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio, la risposta dell’amministrazione intervenuta in pendenza del ricorso, che affronta le questioni oggetto dell’istanza e rende conoscibili all’interessato le ragioni dell’ente anche mediante il richiamo a una relazione tecnica, può determinare la cessazione della materia del contendere.
  • La risposta amministrativa può considerarsi effettivamente portata a conoscenza dell’interessato quando la comunicazione a lui indirizzata richiama gli atti istruttori depositati presso gli uffici e l’interessato dimostra di averne conosciuto il contenuto, replicandovi.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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