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Sentenza

Sentenza n. 14430/2026 - Roma, Sezione 2

Giustizia amministrativa202309599

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento dirigenziale di rigetto dell’istanza volta all’avvio del procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 o, in alternativa, al rilascio delle aree con riduzione in pristino e risarcimento del danno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto l’incompetenza del dirigente comunale ad adottare il provvedimento di rigetto dell’istanza di acquisizione sanante, sostenendo che la competenza spettasse al Consiglio comunale ai sensi dell’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000. Ha inoltre censurato il provvedimento per eccesso di potere, sotto i profili dello sviamento, del travisamento dei fatti, del difetto di istruttoria, dell’illogicità e contraddittorietà, della manifesta ingiustizia e dell’insufficienza della motivazione, nonché per violazione degli artt. 16 e 17 l. 1150/1942, dell’art. 3 l. 241/1990, degli artt. 41 e 97 Cost., dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, dell’art. 2043 c.c. e dell’art. 2946 c.c. In particolare, ha contestato che la convenzione urbanistica del 1959 potesse giustificare l’occupazione delle aree, ha dedotto che le opere viarie fossero state realizzate molti anni dopo e su tracciati non coincidenti con quelli convenzionali, ha negato l’esistenza di una procedura espropriativa o di altro titolo legittimante e ha contestato la pretesa creditoria del Comune relativa ai costi di manutenzione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondata e assorbente la censura di incompetenza. Richiamando il consolidato orientamento giurisprudenziale, ha affermato che l’adozione, anche in forma di rigetto, del provvedimento relativo all’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 spetta al Consiglio comunale, poiché tale provvedimento rientra tra gli acquisti immobiliari di cui all’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000. Il provvedimento dirigenziale non è nullo, perché non ricorre un difetto assoluto di attribuzione: il dirigente ha esercitato un potere appartenente al medesimo ente; l’atto è tuttavia illegittimo e deve essere annullato per incompetenza relativa. Il vizio preliminare e assorbente ha impedito l’esame delle ulteriori censure di merito, poiché il giudice non può sostituirsi all’amministrazione competente né anticipare valutazioni riservate all’organo titolare del potere, in applicazione dell’art. 34, comma 2, c.p.a. Il ricorso è stato quindi accolto, con annullamento del provvedimento impugnato e salvezza degli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità e complessità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000

    "acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del Consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta, del segretario o di altri funzionari"

    La competenza ad adottare il provvedimento di acquisizione sanante, compreso il rigetto dell’istanza di acquisizione, spetta al Consiglio comunale in quanto si tratta di un acquisto immobiliare.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Disciplina l’acquisizione sanante di immobili utilizzati per scopi di interesse pubblico; il relativo provvedimento rientra nella competenza consiliare individuata dall’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000.

  • art. 34, comma 2, c.p.a.

    Impedisce al giudice di sostituirsi all’amministrazione nell’esercizio del potere, anche quando il potere non sia stato legittimamente esercitato dall’autorità competente; perciò, accertata l’incompetenza, le ulteriori censure di merito non vengono esaminate.

Massime di principio

  • La competenza ad adottare il provvedimento di acquisizione sanante previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 spetta al Consiglio comunale, in quanto tale provvedimento costituisce un acquisto immobiliare riconducibile all’art. 42, comma 2, lett. l), d.lgs. 267/2000.
  • La competenza consiliare riguarda anche il provvedimento di rigetto dell’istanza di acquisizione sanante, poiché il rigetto costituisce l’esito dell’esercizio del medesimo potere amministrativo relativo all’acquisizione dell’immobile.
  • L’adozione da parte di un dirigente comunale di un provvedimento riservato al Consiglio comunale determina incompetenza relativa e annullabilità dell’atto, non nullità per difetto assoluto di attribuzione, quando il potere appartenga comunque al medesimo ente.
  • Quando accerta un vizio di incompetenza preliminare e assorbente, il giudice amministrativo deve annullare l’atto senza esaminare le censure attinenti al merito del potere, poiché non può sostituirsi all’amministrazione competente ai sensi dell’art. 34, comma 2, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteOrgani degli enti localiInvalidità del provvedimento
RamiEspropriazione per pubblica utilitàEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiIncompetenzaNullità del provvedimentoEffetto conformativo e riedizione del potere

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