Cassazione Penale, Sentenza n. 14941/2024 del 11/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del decreto della Corte di appello che aveva confermato la confisca della sola autovettura Mini Cooper (acquistata per circa Euro 25.000) e restituito gli altri beni (immobili). La ricorrente denunciava inosservanza degli artt. 24 e 4 del d.lgs. n. 159/2011 per omessa o apparente motivazione sul giudizio di sproporzione tra il costo dell'auto e i redditi leciti disponibili, sostenendo che la Corte d'appello non aveva risposto ai rilievi difensivi e alla documentazione prodotta atta a dimostrare la provenienza lecita delle somme impiegate per l'acquisto dell'autovettura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la ricorrente non abbia contestato con la necessaria specificità i dati e le determinazioni richiamate dalla Corte distrettuale (anche perché alcune contestazioni non erano state formulate in sede di appello). La Corte d'appello aveva motivato la decisione evidenziando un saldo negativo nella tabella dei redditi per l'anno degli acquisti e aveva escluso dall'aggregato dei redditi disponibili le somme ricevute a titolo di risarcimento assicurativo (per la probabile natura illecita) e la presunta donazione ricevuta successivamente all'acquisto. Per l'inammissibilità del ricorso la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
d.lgs. n. 159 del 2011, art. 24
Norma richiamata nel quadro delle misure di prevenzione e del criterio di proporzione tra patrimonio e redditi leciti; la Corte ha valutato la sproporzione ai sensi delle norme sulle misure patrimoniali previste dal decreto
d.lgs. n. 159 del 2011, art. 4
Richiamata per l'indicazione della pericolosità sociale del coniuge (Demetrio Condello) e per il collegamento alle misure di prevenzione patrimoniali; la Corte ha considerato rilevante la pregressa illiceità del proposto ai fini dell'esclusione di taluni importi tra i redditi disponibili
disposizioni att. c.p.p., art. 173, comma 1
Richiamata nel limite dell'impugnazione ammessa in cassazione (limiti di specificità e di motivazione richiesti per il ricorso)
Massime di principio
- Per impugnare efficacemente decisioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali è indispensabile contestare con specificità e provare documentalemente i singoli dati di fatto e i criteri di calcolo adottati dal giudice (saldo annuale, redditi e spese), pena l'inammissibilità per genericità.
- Gli elementi di reddito devono essere temporalmente riconducibili al momento dell'acquisto: somme ricevute dopo l'acquisto difficilmente possono giustificare spese pregresse (la data di disponibilità è cruciale).
- Le somme sospettate di avere natura illecita (es. risarcimenti o altri proventi collegati a fatti delittuosi accertati) possono essere escluse dal novero dei redditi leciti disponibili e giustificare la confisca, salvo prova contraria convincente.
- In sede di legittimità la sindacabilità dei vizi di motivazione è limitata: è necessario che l'impugnazione metta in luce in modo puntuale le contraddizioni o l'omissione di risposta a specifici argomenti posti in sede di gravame.
- La revoca della confisca su taluni beni (es. immobili) non annulla automaticamente le valutazioni del giudice circa la sproporzione relativa ad altri beni (es. veicoli); ogni bene va valutato secondo la disponibilità reddituale dimostrata per il relativo periodo.
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