Sentenza del 21/06/2021 n. 865 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti - Frode carosello - Vendita di autovetture - Vendita sottocosto - Rileva - Buona fede dell'acquirente - Non sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti e di frode carosello nell'ambito della compravendita di autovetture: l'Amministrazione contesta che le fatture e le cessioni siano fittizie e che sia stata messa in atto una frode carosello per indebita detrazione/ottenimento di IVA. Si osserva la vendita sottocosto e l'applicazione di percentuali di ricarico inferiori a quelle di mercato come elementi sintomatici della frode e si discute la presunta buona fede dell'acquirente.
La decisione
Il giudice ha ritenuto che la vendita sottocosto e ricarichi anomali costituiscano indizi significativi di frode fiscale, tali da escludere la buona fede dell'acquirente. Spetta al giudice valutare gli elementi che avrebbero dovuto indurre l'acquirente ad avvedersi della frode usando l'ordinaria diligenza dell'operatore commerciale. È rimasto a carico del contribuente l'onere di provare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate e l'attività economica dei soggetti presumibilmente interposti. In sostanza l'eccezione del contribuente è stata rigettata e sono state confermate le contestazioni fiscali.
Norme richiamate
DPR 633/1972 (IVA)
La norma sul regime IVA e sui meccanismi di detrazione viene interpretata alla luce del principio che operazioni soggettivamente inesistenti e frodi carosello impediscono la legittima detrazione dell'IVA; indizi concreti quali vendite sottocosto possono giustificare la disconoscimento degli effetti fiscali delle operazioni.
Principio probatorio in materia tributaria / onere della prova
Il giudice deve valutare se, con l'ordinaria diligenza, l'acquirente avrebbe dovuto accorgersi della frode; resta però a carico del contribuente l'onere di dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni e l'attività economica dei soggetti interposti.
Massime di principio
- Vendite sottocosto e ricarichi significativamente inferiori al mercato sono indici rilevanti di frode carosello e possono comportare la perdita della legittimità della detrazione IVA.
- La buona fede dell'acquirente non è presunta quando sussistono elementi obiettivi che avrebbero dovuto far sorgere dubbi con l'ordinaria diligenza dell'operatore commerciale.
- Spetta al giudice valutare se gli elementi potenzialmente sospetti erano tali da dover essere rilevati dall'acquirente, valutando le circostanze concrete (prezzi, modalità di pagamento, carenza di struttura economica dei presunti fornitori ecc.).
- Il contribuente ha l'onere probatorio di dimostrare la reale esecuzione delle operazioni e l'attività economica dei soggetti interposti: documentazione, tracciabilità dei pagamenti e prove di svolgimento dell'attività sono decisive.
- In presenza di elementi sintomatici di frode, la semplice produzione delle fatture non è sufficiente a provare la validità delle operazioni; è necessaria una verifica più ampia della sostanza economica.
- In situazioni analoghe è consigliabile che l'acquirente adottI misure di due diligence (verifica anagrafica, solvibilità, capacità operativa dei fornitori, congruità dei prezzi) per poter dimostrare la propria buona fede.
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