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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11911/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione promossa dall'Agenzia avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva rigettato l'appello dell'Amministrazione e accolto il ricorso di Micali contro un avviso di liquidazione che rettificava il valore dichiarato per l'imposta di registro (da €52.000 a €850.000). L'Agenzia deduceva: 1) omesso esame di fatti decisivi (art. 360, n. 5 c.p.c.), in particolare la possibilità di trasferire la potenzialità edificatoria sul lotto contiguo di proprietà dell'acquirente, la non impeditiva incidenza dell'elettrodotto e l'impegno contrattuale all'edificazione entro cinque anni; 2) violazione e falsa applicazione di norme sulla prova e sull'onere probatorio (artt. 115, 116 c.p.c., artt. 2729 e 2697 c.c., art. 360, n. 3 c.p.c.), sostenendo che la perizia giurata del contribuente non fosse idonea a superare la stima dell'Ufficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto infondato che vi fosse un omesso esame di fatti decisivi: la CTR aveva infatti valutato e motivato gli elementi tecnici (scoscendimenti, elettrodotto, fascia di rispetto) e la destinazione urbanistica (sottozona B4, parte a completamento ed edificabile) e aveva esplicitato perché riteneva infondata la supposizione sulla trasferibilità della potenzialità edificatoria. Sul secondo motivo la Corte lo ha dichiarato inammissibile perché la censura mirava a rimettere in discussione valutazioni di merito operate dal giudice di merito, non sindacabili in sede di legittimità. La Corte ha inoltre ribadito il principio secondo cui la relazione di stima dell'Ufficio costituisce perizia di parte e non ha efficacia dimostrativa automatica; il giudice può preferire una perizia all'altra ma deve motivare. Condanna l'Agenzia al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in €5.600 oltre oneri e €200 per esborsi).

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il vizio per omesso esame è integrato solo quando il giudice non consideri un fatto storico decisivo per la decisione; non si applica per contestare una diversa valutazione delle prove operata dal giudice di merito.

  • art. 360 c.p.c., n. 3

    La censura per violazione di norme di diritto non può essere utilizzata per ottenere la riconsiderazione del merito; la Corte di legittimità non riesamina apprezzamenti di fatto del giudice di merito.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    Riferiti in relazione all'onere e ai mezzi di prova; la Corte ricorda che nel processo tributario le prove (incluse perizie) devono essere valutate in parità tra le parti dal giudice, che decide sulla base della motivazione.

  • artt. 2729 e 2697 c.c.

    Richiamati in relazione all'onere della prova e alla prova per presunzioni; la Corte sottolinea che l'Amministrazione deve comunque vedere la propria stima valutata dal giudice e può essere confutata con perizie contrarie.

  • Giurisprudenza della Cassazione (principio sulla perizia di parte)

    Cass. Sez. 5, n. 4864/2020; Cass. Sez. 5, n. 25260/2019; Cass. n. 7932/2002

    La relazione di stima prodotta dall'Amministrazione fiscale è una perizia di parte e non prova automaticamente la fondatezza della pretesa impositiva; il giudice può fondare la decisione su una perizia di parte solo se motiva le ragioni della preferenza.

Massime di principio

  • La relazione di stima dell'Amministrazione fiscale è una perizia di parte e non ha efficacia probatoria automatica: il giudice valuta le perizie delle parti in termini di attendibilità e motiva la scelta.
  • L'omesso esame di fatti decisivi ai sensi dell'art. 360 n.5 c.p.c. sussiste solo quando il giudice non abbia considerato un fatto storico rilevante: non è sufficiente contestare la diversa valutazione del merito operata dal giudice di merito.
  • Non è possibile usare il ricorso per cassazione per ottenere una nuova valutazione in fatto delle prove: le critiche che mirano a rivedere il merito sono inammissibili.
  • Se l'Amministrazione intende valorizzare elementi tecnici (es. trasferibilità della potenzialità edificatoria, vincoli come elettrodotti, pendenze), deve fornire elementi concreti e non ipotesi non documentate; analogamente il contribuente può opporre perizia contraria e il giudice deciderà quale perizia è più convincente sulla base della motivazione.
  • Un impegno contrattuale (es. utilizzo edificatorio entro un termine) è un elemento valutabile, ma la sua incidenza sul valore va dimostrata e valutata nel contesto urbanistico e fattuale; la mera indicazione nel contratto non basta se non sorretta da evidenze concrete.
  • In caso di soccombenza dell'Amministrazione, il giudice tributario può condannarla al pagamento delle spese di giudizio.

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