Sentenza del 27/09/2018 n. 23272 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate, dopo verifiche sulle società del gruppo M. e l'esame dei conti bancari intestati a B.G., emise un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2007, recuperando un maggior reddito diverso e applicando una sanzione per dichiarazione infedele. Il contribuente contestò l'atto sostenendo, tra l'altro, l'assenza di contraddittorio preventivo, l'irregolarità o insufficienza della motivazione, l'inidoneità della documentazione bancaria utilizzata e la violazione del divieto di bis in idem rispetto al procedimento penale per frode fiscale.
La decisione
La Commissione tributaria provinciale aveva annullato l'accertamento per mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale, ma la Commissione tributaria regionale aveva accolto l'appello dell'Agenzia. La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso del contribuente: ha escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi non armonizzati e per l'accertamento basato su indagini finanziarie; ha ritenuto adeguatamente motivata la sentenza e l'avviso, anche per relationem; ha considerato non superata la presunzione legale derivante dalle movimentazioni bancarie; ha escluso il bis in idem perché la pretesa tributaria e l'imputazione penale riguardavano fatti e presupposti differenti. B.G. è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 18.000 euro oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.
Norme richiamate
Legge n. 212/2000, Statuto dei diritti del contribuente
artt. 6, comma 2; 10, comma 1; 12, comma 7; 7
In assenza di una specifica previsione normativa, lo Statuto non impone un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale per ogni accertamento tributario.
D.P.R. n. 600/1973
artt. 32, comma 1, n. 2; 38, comma 7; 42
Le movimentazioni bancarie possono fondare una presunzione di maggior reddito, che il contribuente deve superare fornendo giustificazioni analitiche e documentate. L'avviso deve essere motivato, anche mediante rinvio ad altri atti conoscibili dal contribuente.
D.Lgs. n. 471/1997
La dichiarazione infedele costituisce una violazione tributaria sanzionabile amministrativamente, distinta dall'eventuale reato di frode fiscale.
D.Lgs. n. 74/2000
La dichiarazione fraudolenta e la dichiarazione infedele sono fattispecie diverse, con elementi costitutivi e offensività differenti; tale diversità può escludere la violazione del divieto di bis in idem.
Codice di procedura civile
art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5; artt. 112 e 132
Dopo la riforma dell'art. 360, comma 1, n. 5, il controllo sulla motivazione in Cassazione è limitato alle anomalie motivazionali gravi, come la mancanza assoluta, la motivazione apparente o il contrasto irriducibile; non è sufficiente lamentare una motivazione non adeguata o non condivisa.
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
I diritti fondamentali della Carta si applicano agli Stati membri soltanto quando agiscono nell'attuazione del diritto dell'Unione. Un accertamento relativo alle imposte dirette, in assenza di uno specifico collegamento con il diritto UE, resta fuori da tale ambito.
Convenzione europea dei diritti dell'uomo
art. 6 e Protocollo n. 7, art. 4
Il divieto di bis in idem opera quando vi siano due procedimenti o sanzioni di natura sostanzialmente penale riguardanti lo stesso fatto storico, valutato secondo gli elementi concreti di condotta, evento, tempo, luogo e persona.
D.P.R. n. 115/2002
In caso di rigetto integrale o inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Per gli accertamenti relativi a tributi non armonizzati, il contribuente non può invocare automaticamente l'assenza di contraddittorio preventivo: occorre verificare se una specifica norma imponga tale adempimento.
- Le indagini bancarie producono una presunzione legale a favore dell'Amministrazione; il contribuente deve fornire una spiegazione precisa, coerente e documentata per ogni movimentazione contestata.
- In Cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione delle prove o contestare genericamente l'insufficienza della motivazione; occorre dimostrare un'anomalia motivazionale radicale o una violazione di legge.
- La motivazione per relationem dell'avviso di accertamento è ammissibile se gli atti richiamati sono conoscibili dal contribuente e consentono di comprendere le ragioni della pretesa.
- Il recupero dell'imposta e la sanzione amministrativa non sono automaticamente preclusi da un procedimento penale: il bis in idem richiede che le misure abbiano natura sostanzialmente penale e riguardino lo stesso fatto storico.
- Il fatto non è identico quando il procedimento penale riguarda un disegno fraudolento e la sanzione tributaria riguarda la distinta violazione dell'omessa o infedele dichiarazione, con diversi elementi costitutivi.
- I principi della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea non possono essere invocati in ogni controversia fiscale nazionale, ma solo quando la normativa interna attui concretamente il diritto dell'Unione.
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