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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8794/2024 del 28/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per ricettazione attenuata (n.7 modellini di plastica di origine furtiva). Motivi: 1) nullità per mancata motivazione e mancata valutazione della ricevuta rilasciata dal ricorrente (presunta prova dell'assenza di dolo); 2) vizio di qualificazione giuridica: i fatti avrebbero dovuto essere riqualificati come incauto acquisto (art. 712 c.p.); 3) errore e illogicità per omessa considerazione delle modalità di ricezione nel rito abbreviato; 4) difetto di motivazione o errata applicazione di norme in ordine al rigetto dell'istanza di pene sostitutive (artt. 53-58 L.689/81 come riformulati dal D.Lgs.150/2022 e art.20‑bis c.p.); 5) omessa pronuncia sulla richiesta di accesso ai programmi di giustizia riparativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi tre motivi (la motivazione di merito è ritenuta adeguata; l'omessa indicazione della provenienza può legittimamente supportare la conclusione del dolo nella ricettazione). Ha invece accolto il quarto motivo: è illegittimo negare le pene sostitutive esclusivamente sulla base dei precedenti penali; il giudice della condanna (anche d'appello investito ex art.95 D.Lgs.150/2022) è obbligato a valutare i criteri dell'art.133 c.p. anche con riguardo all'applicabilità delle pene sostitutive (art.53, 58 L.689/81 e art.20‑bis c.p.). La domanda di ammissione ai programmi di giustizia riparativa è stata invece ritenuta non proponibile in questa sede. Conclusione pratica: annullamento della sentenza impugnata limitatamente all'omessa o errata valutazione sull'applicabilità delle pene sostitutive, con rinvio per nuovo giudizio su tale punto; la dichiarazione di responsabilità resta irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 648 cod.pen.

    delitto di ricettazione (comma quarto attenuato)

    La Corte conferma che per la ricettazione l'elemento soggettivo (dolo) può desumersi anche dall'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa

  • art. 712 cod.pen.

    Per qualificare i fatti come incauto acquisto è necessaria una descrizione attendibile delle modalità di ricezione che indichi una componente psicologica colposa anziché dolosa; nel caso tale descrizione è mancata

  • art. 606 cod.proc.pen.

    Viene richiamata nella valutazione dei motivi di cassazione relativi a violazione di legge e difetto di motivazione; i primi motivi sono stati ritenuti inammissibili perché costituiscono mera rivisitazione di valutazioni di merito

  • art. 20‑bis cod.pen.

    Pene sostitutive delle pene detentive brevi (introdotto dalla 'Riforma Cartabia')

    Norma centrale che, insieme alla riforma della L.689/81, realizza l'obbligo per il giudice di verificare la sussistenza delle condizioni per l'applicazione delle pene sostitutive

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689, artt. 53, 58, 59, 61, 62, 63, 66

    come riformulati dal D.Lgs. 150/2022

    Disciplina aggiornata delle pene sostitutive: criteri e limiti per l'applicazione, condizioni ostative (art.59), procedura di immediata applicabilità in sentenza (art.61) e competenze del magistrato di sorveglianza e ufficio esecuzione penale esterna (artt.62,63,66)

  • D.Lgs. 150/2022

    c.d. Riforma Cartabia; art.95

    Rende immediatamente applicabili le norme sulle pene sostitutive anche ai procedimenti pendenti in appello; impone obbligo al giudice dell'appello di valutare le pene sostitutive

  • art. 133 cod.pen.

    Criteri direttivi per la determinazione della pena

    Deve essere preso in considerazione dal giudice sia ai fini della determinazione della pena sia, immediatamente dopo, ai fini della eventuale individuazione della pena sostitutiva; continuità motivazionale richiesta tra scelta della pena e valutazione della sostituzione

  • art. 545 bis cod.proc.pen.

    informazione alle parti dopo dispositivo e possibilita' di udienza di 'sentencing'

    Prevede il meccanismo bifasico: dopo il dispositivo il giudice dà avviso alle parti e può fissare udienza per valutare l'applicazione delle pene sostitutive, salvo che il giudice abbia già acquisito consenso e elementi necessari per disporle immediatamente

  • Sez. U, n.12433/2009 (Nocera)

    giurisprudenza sul dolo eventuale nella ricettazione

    Conferma che il dolo nella ricettazione può essere integrato anche dal dolo eventuale: consapevolezza della concreta possibilità della provenienza delittuosa e accettazione del rischio

  • Sez. 2, n.6595 del 12/12/2023 (Baldo)

    su programmi di giustizia riparativa

    Il provvedimento che nega l'accesso ai programmi di giustizia riparativa è di natura non giurisdizionale e non è impugnabile in questa sede

Massime di principio

  • In caso di ricettazione, l'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa può essere indice di dolo e giustificare la condanna; l'incauto acquisto richiede invece una descrizione credibile delle modalità di ricezione che evidenzi solo colpa, non dolo
  • Nel rito abbreviato l'imputato deve attivamente provare la buona fede (dichiarazioni personali, documenti, prove acquisite): la mera esistenza di una ricevuta non è determinante se non chiarisce come il bene sia stato ottenuto
  • Dopo la riforma (D.Lgs.150/2022 e art.20‑bis c.p.) il giudice che condanna a pena detentiva breve è tenuto a valutare l'applicabilità delle pene sostitutive secondo i criteri dell'art.133 c.p.; non può escluderle automaticamente o solo sulla base di precedenti penali
  • La valutazione sui presupposti per le pene sostitutive deve essere coerente con la determinazione della pena: quando la pena inflitta è prossima ai minimi edittali, l'applicazione di pene sostitutive va considerata con maggior favore salvo concreto giudizio prognostico contrario
  • Il giudice può applicare direttamente le pene sostitutive in sentenza se ha già acquisito il consenso dell'imputato e gli elementi necessari; in caso contrario, può fissare udienza di 'sentencing' e coinvolgere l'ufficio esecuzione penale esterna
  • Le decisioni sull'accesso ai programmi di giustizia riparativa, se di natura non giurisdizionale, non sono impugnabili davanti alla Corte di Cassazione

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