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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10529/2026 del 21/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte vittoriosa)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato in cassazione la sentenza della Corte d'appello di L'Aquila. Prima dell'esame dei motivi, la Corte ha verificato la procedibilità del ricorso e ha rilevato che il ricorrente non aveva depositato, ai sensi dell'art. 369, comma 2, c.p.c., una copia autentica completa della sentenza impugnata: il documento prodotto conteneva l'intestazione e la motivazione sino a parte dell'ultimo motivo d'appello, ma era privo del dispositivo. La Corte ha ritenuto che tale omissione impedisse di individuare il dictum della pronuncia impugnata, sicché il deposito non poteva considerarsi idoneo ad adempiere l'onere processuale richiesto. Il ricorrente aveva anche chiesto la decisione del collegio ex art. 380-bis c.p.c. dopo la proposta di inammissibilità, ma ciò non ha inciso sull'esito finale.

La decisione

La Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso per cassazione per mancato deposito della copia autentica completa della sentenza impugnata, mancante del dispositivo. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore del controricorrente, liquidate in euro 6.500,00, oltre spese generali e accessori. Ha inoltre dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002. Non ha applicato le sanzioni di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 96 c.p.c. perché la decisione non è stata resa in conformità alla proposta del consigliere delegato.

Norme richiamate

  • art. 369, comma 2, c.p.c.

    deve essere depositata insieme con il ricorso la copia autentica della sentenza impugnata

    il deposito della copia autentica è onere essenziale del ricorrente; se la copia è incompleta al punto da non consentire di individuare il dispositivo, l'obbligo non è adempiuto e il ricorso è improcedibile

  • art. 380-bis c.p.c.

    comma 1; comma 2; commi 3 e 4

    la proposta del consigliere delegato può essere superata dalla richiesta di decisione collegiale; le sanzioni dei commi 3 e 4 dell'art. 96 c.p.c. si applicano solo quando la Corte definisce il giudizio conformemente alla proposta

  • art. 96 c.p.c.

    non trovano applicazione quando la Corte decide in difformità dalla proposta del consigliere delegato

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato

    in caso di improcedibilità del ricorso sussistono i presupposti processuali per il pagamento dell'ulteriore importo del contributo unificato, se dovuto

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione la mancata produzione della copia autentica completa della sentenza impugnata, quando il difetto riguardi il dispositivo, integra improcedibilità del ricorso perché impedisce alla Corte di verificare il contenuto decisorio del provvedimento.
  • L'onere di deposito della sentenza impugnata ex art. 369, comma 2, c.p.c. non è soddisfatto da una copia parziale del provvedimento se la parte mancante impedisce di individuare con certezza il dictum.
  • Le sanzioni processuali previste dall'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. operano solo se la Corte definisce il giudizio in conformità alla proposta del consigliere delegato.
  • In caso di improcedibilità del ricorso per cassazione, il ricorrente è tenuto, se dovuto, al versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto dall'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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