Cassazione Penale, Ordinanza n. 34336/2026 del 24/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L’imputato ha proposto ricorso contro la sentenza del 19 maggio 2025 della Corte d’appello di Venezia, che lo aveva condannato per il delitto di cui all’art. 334 c.p. I motivi riguardavano il giudizio di responsabilità, la valutazione delle prove, il mancato riconoscimento della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, la dosimetria della pena e la mancata sostituzione della pena. La sentenza non espone ulteriori dettagli sui fatti contestati, sulle prove o sulla pena irrogata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure sulla responsabilità e sulle prove riproducessero questioni già adeguatamente valutate dai giudici di merito e mirassero a ottenere una diversa valutazione probatoria e una diversa ricostruzione dei fatti, non consentite in sede di legittimità. Gli altri motivi sono stati ritenuti obiettivamente generici e non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
sentenza impugnata (condanna per il delitto di cui all'art. 334 c.p.)
La norma individua il reato per il quale l’imputato era stato condannato; il testo non riporta un’interpretazione della fattispecie sostanziale.
Massime di principio
- Sono inammissibili le censure in cassazione che ripropongono questioni probatorie già adeguatamente valutate dai giudici di merito e mirano, in sostanza, a ottenere una diversa valutazione delle prove o una nuova ricostruzione dei fatti.
- Sono inammissibili i motivi di ricorso obiettivamente generici che non si confrontano con la motivazione della sentenza impugnata.
Come è indicizzato
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