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Sentenza

Sentenza del 22/11/2021 n. 493 - Comm. Trib. Prov. Modena

Accertamento - Imposte sul reddito - Operazioni oggettivamente inesistenti - Onere della prova - Grava sul contribuente - Prova dell'inerenza - Incombe al contribuente - IVA - Mancato pagamento - Assenza di azioni volte al recupero - Requisiti emissione nota di credito - non sussistono.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione aveva contestato la deducibilità di costi e la relativa IVA sostenendo che le prestazioni fossero oggettivamente inesistenti e aveva prodotto elementi che ne mettevano in dubbio l'effettività; la questione verteva sull'onere probatorio circa l'esistenza e l'inerenza dei costi e sulla possibilità di emettere nota di variazione in diminuzione per mancato pagamento.

La decisione

Il giudice ha ritenuto che, avendo l'Amministrazione fornito elementi volti a minare l'effettività delle prestazioni, l'onere di provare la storicità e la reale esecuzione delle prestazioni grava sul contribuente ai sensi dell'art. 2697 c.c. Inoltre ha affermato che il mancato pagamento rileva ai fini dell'emissione della nota di credito ai sensi dell'art. 26 DPR n. 633/72 solo se il creditore ha esperito azioni di recupero del credito senza ottenere soddisfacimento (principio richiamato dalla ris. n. 195/E/2008). Ne consegue che, in mancanza di prova contraria e di azioni di recupero documentate, l'accertamento è stato confermato a carico del contribuente.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    Stabilisce l'onere della prova: incombe sul contribuente dimostrare l'esistenza e l'inerenza dei costi dedotti quando l'Amministrazione ha fornito elementi contrari.

  • art. 26 DPR n. 633/72

    La possibilità di emettere nota di variazione in diminuzione per mancato pagamento è subordinata, tra l'altro, alla verifica che il creditore abbia esperito azioni di recupero del credito senza soddisfazione.

  • Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 195/E del 2008

    Interpretazione amministrativa che conferma il principio secondo cui il mancato pagamento rileva ai fini della variazione Iva solo se il creditore abbia tentato il recupero del credito senza successo.

Massime di principio

  • Se l'Amministrazione produce elementi che mettono in dubbio l'effettività di operazioni o prestazioni, il contribuente deve fornire la prova materiale e documentale della loro esecuzione e della loro inerenza ai fini fiscali.
  • L'onere della prova circa l'esistenza e l'inerenza dei costi grava sul contribuente ai sensi dell'art. 2697 c.c.; documenti bancari, contratti, attestazioni e testimonianze sono prove rilevanti.
  • Il semplice mancato pagamento non è di per sé sufficiente a giustificare l'emissione di una nota di variazione IVA: è necessario che il creditore abbia effettivamente esperito azioni di recupero del credito e che queste non abbiano dato esito positivo.
  • In casi simili è essenziale conservare e produrre evidenze di esecuzione delle prestazioni (report, consegne, corrispondenza), pagamenti effettuati, e, se non pagati, documentazione delle iniziative di recupero (raccomandate, tentativi di mediazione, azioni giudiziarie).
  • Quando si contestano operazioni per presunta inesistenza oggettiva, il contribuente deve anticipare e organizzare la prova contraria già in sede amministrativa per evitare l'irreversibilità dell'accertamento in sede giudiziale.

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