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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 10022/2021 del 15/04/2021

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente lamentava la responsabilità della Wyeth per i danni derivanti dall'accordo sindacale del 28/11/2006 che aveva previsto la ricollocazione dei lavoratori in esubero tramite una società terza (Marvecs Pharma Services s.r.l.). Sosteneva che Wyeth non aveva esercitato la dovuta diligenza nella scelta della CSO, violando obblighi di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.), e che tale condotta aveva causato il danno, considerato che Marvecs successivamente aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo che aveva coinvolto anche la ricorrente. In Cassazione si denunciavano anche omessa pronuncia e vizio di motivazione della Corte d'Appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse correttamente motivato il rigetto delle domande risarcitorie: nel giudizio di primo grado l'attrice non aveva allegato fatti sufficienti a configurare un'inadempienza o un'illecita condotta datoriale, non aveva dedotto vizi degli accordi collettivi o individuali, né aveva provato il nesso causale tra la condotta asserita e i danni lamentati. Le censure sulla presunta omessa pronuncia e sulla motivazione apparente sono state giudicate infondate o inammissibili. Il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata alle spese di lite (euro 5.250,00 oltre accessori) e all'ulteriore versamento del contributo unificato previsto dalla normativa.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 2

    Richiamata dalla ricorrente a supporto del principio di solidarietà e tutela dell'individuo, ma la Corte non ha ritenuto che la richiamata norma potesse supplire alla mancanza di specifiche allegazioni fattuali necessarie per fondare la domanda risarcitoria.

  • Codice civile, art. 1175

    Riferito al dovere di diligenza nell'esecuzione delle obbligazioni; la Corte osserva che l'invocazione di questo articolo richiede puntuali allegazioni e prova della condotta negligente, elementi mancanti nel ricorso introduttivo.

  • Codice civile, art. 1375

    Richiama il principio di correttezza nell'esecuzione del contratto; la Corte ha ritenuto che non fosse stata adeguatamente dedotta e provata la violazione di tale dovere da parte della Wyeth.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Invocato per lamentare omessa pronuncia; la Corte ha ritenuto la doglianza infondata: non vi era omessa pronuncia su questioni effettivamente dedotte e decisionali, e la presunta riqualificazione della domanda in appello era irrilevante.

  • Codice di procedura civile, art. 360, n. 5

    Richiamato in relazione a vizio di motivazione apparente; la Corte ha ritenuto che la censura non fosse esperibile in sede di legittimità senza una puntuale dimostrazione del mancato esame di questioni determinanti, e che la motivazione della Corte d'Appello fosse congrua rispetto ai limiti del thema decidendum.

  • Codice di procedura civile, art. 378 e art. 372

    Richiamati con riferimento alla produzione documentale successiva; la Corte ha osservato che produzioni oltre i limiti previsti possono essere inammissibili e che la parte non ha rispettato i limiti di ammissione delle prove e dei documenti.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (introdotto dalla legge n. 228/2012)

    La Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, ai sensi della norma richiamata.

Massime di principio

  • Per ottenere un risarcimento per responsabilità datoriale connessa a ricollocazione tramite terzi è necessario allegare specifici fatti che dimostrino l'inadempimento o la condotta illecita del datore e provare il nesso causale tra tale condotta e il danno.
  • L'invocazione di doveri generali (diligenza, correttezza, buona fede) richiede una precisa ricostruzione fattuale della condotta concreta che li abbia violati; non bastano enunciazioni generiche.
  • Se si intende dedurre la nullità o la invalidità di accordi collettivi o individuali (o vizi del consenso), tali censure devono essere specificamente formulate e documentate fin dal ricorso introduttivo.
  • Le censure sull'omessa pronuncia o motivazione apparente in appello sono difficilmente accolte in Cassazione se la parte non dimostra che la questione era effettivamente dedotta e decisiva nel giudizio di merito.
  • Le produzioni documentali fuori dai limiti previsti dal codice di procedura civile possono essere ritenute inammissibili; pianificare e documentare adeguatamente le prove già in primo grado è fondamentale.
  • Tentativi di riqualificazione della domanda in sede di appello sono rischiosi: il thema decidendum è delimitato dall'atto introduttivo e le riqualificazioni non possono supplire alle mancanze probatorie del primo grado.

Testo integrale

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