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Sentenza

Sentenza del 30/05/2018 n. 1082 - Comm. Trib. Prov. Agrigento

Avviso di accertamento - art. 42 DPR 600/73 - delega di firma valida prodotta agli atti - difetto di legittimazione - non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La contestazione è stata respinta. È stato ritenuto insussistente il difetto di legittimazione dell'Agenzia delle Entrate poiché nel giudizio risultava prodotta una valida delega scritta, idonea a dimostrare il potere di firma del soggetto che aveva sottoscritto l'avviso di accertamento. La presenza della delega ha quindi escluso l'invalidità dell'atto sotto tale profilo.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha dedotto un difetto di legittimazione dell'Agenzia delle Entrate e l'illegittimità dell'avviso di accertamento per violazione dell'art. 42 del D.P.R. 600/1973, sostenendo che l'atto fosse privo della sottoscrizione del soggetto competente o comunque non validamente sottoscritto.

Norme richiamate

  • Art. 42 del D.P.R. 600/1973

    La norma disciplina la sottoscrizione degli avvisi di accertamento e richiede che l'atto sia sottoscritto dal capo dell'ufficio o da altro impiegato delegato. La delega, se valida, scritta e prodotta agli atti, consente di ritenere legittima la sottoscrizione dell'avviso.

Massime di principio

  • La contestazione della sottoscrizione di un avviso di accertamento non è sufficiente, da sola, a determinarne l'invalidità: occorre verificare se il firmatario fosse munito di una delega valida.
  • La produzione in giudizio della delega scritta può dimostrare il potere di firma e superare l'eccezione di difetto di legittimazione o di sottoscrizione.
  • Per valutare la validità della delega occorre esaminarne il contenuto, la riferibilità all'ufficio competente, il periodo di efficacia e l'individuazione del delegato.
  • L'esito può dipendere dall'orientamento giurisprudenziale applicato, poiché sono stati segnalati precedenti di segno difforme della Corte di Cassazione, tra cui le sentenze n. 14942/2013 e n. 22083/2015.

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