Sentenza n. 1759/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego del permesso di costruire per il recupero abitativo di un sottotetto di 80,92 mq, connesso all’abitazione sottostante, in area classificata P3-R3 dal PSAI
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del 24 novembre 2025, la comunicazione dei motivi ostativi e gli atti presupposti, relativi alla domanda presentata il 13 agosto 2025 per realizzare nel sottotetto un unico vano soggiorno open space, funzionalmente annesso all’abitazione sottostante e accessibile da una scala interna. L’immobile ricade in Zona A del PUC, in area soggetta a vincolo paesaggistico e classificata a elevata pericolosità e rischio frana P3-R3 dal PSAI. Con i primi tre motivi, la ricorrente ha dedotto la violazione della disciplina regionale sul recupero dei sottotetti e degli artt. 3, 15 e 16 delle NTA del PSAI, sostenendo che il progetto, diversamente da una precedente soluzione, non avrebbe incrementato il carico insediativo: il vano sarebbe stato un ampliamento della zona giorno o un locale di servizio della stessa unità abitativa, senza frazionamento né aumento degli occupanti. Ha inoltre lamentato difetto di istruttoria e motivazione, contraddittorietà e arbitrarietà del diniego e inosservanza della decisione del TAR n. 988/2024. Con il quarto motivo ha sostenuto che l’intervento non richiedesse autorizzazione paesaggistica ai sensi del d.P.R. 31/2017. In memoria ha chiesto la rinnovazione della verificazione disposta dal TAR per accertare se l’intervento comportasse un aumento del carico insediativo.
La decisione
Il TAR ha rigettato il ricorso, ritenendo legittimo il diniego sulla base della verificazione tecnica, i cui esiti ha condiviso. Il verificatore ha accertato che il progetto trasforma 80,92 mq di superficie accessoria non abitabile in superficie residenziale utile, concretamente idonea a ospitare persone in modo stabile, e determina quindi un incremento dell’esposizione antropica e del carico insediativo incompatibile con i limiti del PSAI per un’area P3-R3. Il carico va valutato sulla potenzialità insediativa oggettiva dell’intervento assentibile, non sulle modalità soggettive di utilizzo dichiarate dalla richiedente né sulla scelta di mantenere un unico ambiente open space; la superficie e l’attitudine abitativa, non il numero dei locali o il dichiarato mancato frazionamento, sono i dati rilevanti. I parametri del d.m. 5 luglio 1975 sono stati utilizzati per verificare l’attitudine abitativa e la concreta utilizzabilità residenziale della superficie, non per calcolare direttamente il carico insediativo. Il TAR ha respinto la richiesta di rinnovare la verificazione, non ravvisando contraddizioni nella relazione, che aveva risposto al quesito illustrando il percorso logico e i parametri adottati. La censura relativa alla necessità dell’autorizzazione paesaggistica non ha condotto all’annullamento del diniego. Spese di giudizio compensate; il compenso del verificatore, liquidato in euro 2.500 oltre oneri di legge se dovuti, è posto definitivamente a carico della ricorrente.
Norme richiamate
artt. 3, 15 e 16 NTA del PSAI
Alla luce delle verifiche svolte, il recupero abitativo del sottotetto oggetto dell’istanza prot. n. 206190/2025 del Comune di Salerno determina la trasformazione di una superficie precedentemente accessoria in superficie utile residenziale suscettibile di stabile utilizzazione umana. Tale trasformazione comporta un incremento dell’esposizione antropica e quindi del carico insediativo ai sensi degli artt. 3, 15 e 16 delle NTA del PSAI, risultando pertanto non conforme alle limitazioni previste per le aree classificate P3-R3.
Per le aree P3-R3, le disposizioni del PSAI ostano al recupero del sottotetto quando la trasformazione di superficie accessoria in superficie residenziale abitabile accresce la possibilità di stabile presenza umana e, conseguentemente, il carico insediativo.
art. 66 c.p.a.
al fine di decidere, appare necessario procedere, ai sensi dell’art. 66 c.p.a., all’espletamento di una verificazione istruttoria, necessitante di specialistiche competenze tecniche, nominando, quale organismo verificatore, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale;
La verificazione può essere disposta per acquisire un accertamento tecnico specialistico necessario alla decisione di una questione controversa.
d.m. 5 luglio 1975
Con riferimento ai parametri utilizzati, si specifica che i criteri del D.M. 5 luglio 1975 sono richiamati non per determinare direttamente il carico insediativo, bensì per dimostrare l’attitudine abitativa e la concreta utilizzabilità residenziale della superficie recuperata.
I parametri del decreto sono utilizzabili per dimostrare l’attitudine abitativa e la concreta fruibilità residenziale della superficie, ma non determinano direttamente il carico insediativo ai fini del PSAI.
Massime di principio
- Nelle aree soggette a limitazioni del PSAI per elevata pericolosità e rischio, l’incremento del carico insediativo si valuta in base alla potenzialità oggettiva di stabile presenza umana generata dall’intervento assentibile, non in base all’uso soggettivo dichiarato dal richiedente.
- La trasformazione di una superficie accessoria non abitabile in superficie residenziale abitabile può incrementare il carico insediativo anche se il progetto prevede un unico ambiente open space, non comporta frazionamento dell’unità immobiliare e il richiedente dichiara di voler destinare lo spazio a uso accessorio.
- Ai fini della valutazione del carico insediativo, rilevano la superficie abitabile stabilmente fruibile e la sua concreta attitudine a ospitare persone, non il numero dei locali in cui essa è suddivisa.
- I parametri del d.m. 5 luglio 1975 possono essere impiegati per verificare l’attitudine abitativa e la concreta utilizzabilità residenziale di una superficie, senza che ciò equivalga a utilizzarli come criterio diretto di calcolo del carico insediativo.
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