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Sentenza

Sentenza del 09/01/2020 n. 29 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Agevolazione impositiva ai fini ICI - art. 7 comma 1 lett. i) d.lgs 504/92 - Rileva il tipo di utilizzo dell'immobile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Disputa sull'applicabilità dell'esenzione IMU prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i) d.lgs. n. 504/1992 agli immobili di enti ecclesiastici destinati esclusivamente ad attività didattiche. Il Comune sosteneva l'insussistenza dell'esenzione per causa di 'commercialità' delle attività didattiche svolte; l'ente ecclesiastico contestava, dimostrando che le attività erano svolte in via esclusiva e non con finalità commerciali, richiedendo rette simboliche inferiori al 'costo medio studente' individuato dal MIUR e conforme all'art. 4 del D.M. 2090 del 2012.

La decisione

La Corte ha ritenuto applicabile l'esenzione IMU anche agli immobili degli enti ecclesiastici destinati esclusivamente ad attività didattiche, quando tali attività non abbiano carattere commerciale. Ha valutato la mancanza di commercialità sulla base dell'uso esclusivo dell'immobile per finalità didattiche e delle modalità di corresponsione delle rette: rette simboliche e inferiori al 'costo medio studente' sono indice della non commercialità. Pertanto il ricorso dell'ente ecclesiastico è stato accolto e l'esenzione riconosciuta.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504/1992, art. 7 comma 1 lett. i)

    L'esenzione si applica agli immobili destinati all'esercizio del culto e va estesa, per ragioni funzionali, agli immobili degli enti ecclesiastici destinati esclusivamente ad attività didattiche non commerciali; rileva l'effettivo utilizzo dell'immobile.

  • d.P.R. n. 917/1986 (TUIR), art. 87 comma 1 lett. c)

    Richiamato in tema di criteri di non commercialità e finalità di istituti/enti ecclesiastici; conferma che le attività istituzionali senza carattere commerciale possono godere di agevolazioni fiscali.

  • D.M. 2090 del 2012, art. 4 (citato come riferimento per il "costo medio studente")

    art. 4 del D.M. 2090 del 2012

    Il parametro del 'costo medio studente' individuato dal MIUR è usato come criterio oggettivo per valutare se le rette richieste siano di natura simbolica e quindi indice della non commercialità dell'attività didattica.

Massime di principio

  • L'esenzione IMU per finalità religiose si estende agli immobili di enti ecclesiastici utilizzati esclusivamente per attività didattiche quando tali attività non hanno carattere commerciale.
  • Per valutare la commercialità conta l'effettivo utilizzo dell'immobile e le modalità economiche dell'attività (es. importo delle rette); rette simboliche o finalizzate alla copertura dei costi, inferiori al costo medio studente, sono indice di non commercialità.
  • L'onere probatorio riguarda la verifica dell'uso esclusivo e della natura non commerciale: l'ente che chiede l'esenzione deve dimostrare le modalità di svolgimento delle attività; l'amministrazione può contestarne la non esclusività o la commercialità con elementi concreti.
  • Uso misto (parte didattica non commerciale e parte commerciale) può comportare una tassazione parziale: va valutata la quota di utilizzazione non esente.
  • I riferimenti ministeriali (es. costo medio studente) possono costituire parametri oggettivi utili al giudice per stabilire la non commercialità, ma la valutazione rimane concreta e basata sulle circostanze del caso.

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