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Sentenza

Sentenza n. 4617/2026 - Milano, Sezione 3

Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 3359/2024, depositata il 02.07.2024

Giustizia amministrativa202505049

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 3359/2024, che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la Carta docente o altro equipollente per gli anni scolastici 2019/2020-2022/2023, nella misura di euro 500 annui

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 3359/2024, depositata il 2 luglio 2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva condannato il Ministero a mettere a sua disposizione la Carta docente, o altro strumento equipollente, per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per euro 500 annui. Ha dedotto la mancata esecuzione del titolo e ha chiesto anche una penalità di mora. L'azione di ottemperanza non ha riguardato le spese liquidate nel giudizio presupposto, distratte in favore del difensore.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero: era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento e non risultavano effettuati pagamenti, neppure parziali; il Ministero, pur costituito, non ha contestato il credito né fornito informazioni sull'esecuzione. Ha ordinato il pagamento integrale entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. In caso di ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega, incaricato di provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza, a spese dell'amministrazione. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendone manifestamente iniqua l'applicazione in considerazione del tempo trascorso e dell'entità delle somme pretese. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero e liquidate in euro 800, oltre accessori, con distrazione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il Tribunale osserva come, rispetto al titolo della cui ottemperanza si tratta – passato in giudicato e notificato ritualmente - sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento, previsto dall’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento era decorso; la sua scadenza, insieme alla mancata esecuzione del titolo, consentiva di accertare l'inottemperanza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a un titolo di condanna al pagamento, l'inottemperanza può essere accertata quando il titolo è passato in giudicato e ritualmente notificato, è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996 e non risultano pagamenti, neppure parziali.
  • Quando l'amministrazione costituita non contesta l'esistenza o l'ammontare del credito e non fornisce elementi sull'esecuzione del titolo, il giudice può ordinare il pagamento integrale entro un termine e, per il caso di ulteriore inadempimento, nominare un commissario ad acta con incarico sostitutivo.
  • La penalità di mora richiesta in sede di ottemperanza può essere negata quando, considerate le circostanze concrete — in particolare il tempo trascorso e l'entità delle somme pretese — la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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