Cassazione Penale, Sentenza n. 8782/2024 del 28/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente lamentava che l'elenco dei beni disponibili al sopravvitto (mod. 72) non comprendeva numerosi generi alimentari, soprattutto freschi, la cui assenza non sarebbe giustificata dalla stagionalità; denunciava il pregiudizio al diritto alla salute e alla corretta alimentazione e contestava la mancata somministrazione del vitto speciale, nonché la decisione del giudice di procedere de plano in violazione del principio del contraddittorio.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto corretta la qualificazione del reclamo come generico e ha concluso che non risultava un pregiudizio concreto e attuale alla posizione di diritto del detenuto: il detenuto aveva accesso a più canali di approvvigionamento (carrello, sopravvitto, pacchi della famiglia, vitto speciale per ragioni di salute) e la Direzione si era adeguata alla giurisprudenza aggiornando il mod. 72; eventuali inadempienze erano da imputare all'impresa di mantenimento e vanno vigilate dall'Amministrazione. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 41-bis ordinamento penitenziario
Stabilisce il regime detentivo differenziato; la giurisprudenza impone che, in materia di beni alimentari acquistabili al sopravvitto, non possano essere imposte limitazioni ingiustificate rispetto ai detenuti ordinari, perché ciò determinerebbe un surplus di afflittività; nel caso, l'Amministrazione ha aggiornato il mod. 72 in conformità al principio, per cui la criticità era di esecuzione da parte dell'impresa
art. 35-bis ordinamento penitenziario
Regola il reclamo giurisdizionale per la tutela dei diritti del detenuto: richiede che la domanda investa un pregiudizio concreto e attuale di una posizione di diritto soggettivo; se la pretesa è manifestamente priva di tale connotato, il reclamo non attiva il procedimento giurisdizionale ex art. 35-bis
art. 35, comma 1, n. 5, ordinamento penitenziario
Disciplina il reclamo generico come sollecitazione all'esercizio dei poteri di controllo del Magistrato sulle amministrazioni penitenziarie; in tali casi si procede in modo deformalizzato e non si attivano le forme del reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis
art. 69 ordinamento penitenziario (co. 1 e co. 6, lett. b)
Attribuisce al Magistrato di Sorveglianza poteri di vigilanza sull'operato dell'Amministrazione penitenziaria; co. 6 lett. b) è richiamato in riferimento alle modalità del reclamo giurisdizionale e al controllo della legittimità dell'azione amministrativa
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso; è stata applicata per condannare il ricorrente alle spese
Massime di principio
- Il reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis ord. pen. tutela solo pregiudizi concreti e attuali di una posizione di diritto soggettivo; l'assenza di tale connotato rende la domanda generica e non idonea ad attivare il procedimento giurisdizionale
- Quando la doglianza è manifestamente generica il Magistrato di Sorveglianza può trattarla come sollecitazione ai poteri di vigilanza ex art. 35 ord. pen. e chiedere chiarimenti all'Amministrazione senza attivare il contraddittorio giudiziale formale
- In regime 41-bis l'Amministrazione non può ingiustificatamente limitare i beni acquistabili al sopravvitto rispetto ai detenuti ordinari; tuttavia, se l'Amministrazione si è adeguata ma l'impresa di manutenzione non esegue, il rimedio primario è la vigilanza amministrativa e non sempre l'intervento giurisdizionale coercitivo
- Per ottenere tutela giudiziale il detenuto deve specificare e documentare il nesso causale tra comportamento dell'Amministrazione e la lesione di un diritto soggettivo, non può invocare in termini vaghi o astratti il diritto alla salute
- Il magistrato può rigettare de plano ricorsi che non dimostrino il concreto pregiudizio richiesto dalla giurisprudenza; però deve motivare la decisione evidenziando l'assenza del requisito di giurisdizionalità
- La contestazione di violazione del principio del contraddittorio richiede che il ricorrente dimostri effettiva lesione delle garanzie processuali: la decisione de plano è lecita se fondata sulla manifesta inammissibilità o genericità della domanda
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