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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28049/2021 del 14/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano l'accertamento e la dichiarazione che i canoni di locazione fissati unilateralmente dall'ALER per gli alloggi da essi occupati superassero i canoni di mercato e la restituzione delle somme indebitamente percepite, deducendo che ai contratti si applicava la disciplina prevista da una convenzione tra lo Stato e la Commissione Europea (per il personale del Centro Comune di Ricerca di Ispra) che avrebbe dovuto determinare canoni 'a misura di mercato' agevolati. In sede di merito molti attori sono stati ritenuti privi della prova della titolarità del diritto (mancanza di prova del rapporto di lavoro con il Centro e/o del contratto di locazione), e la Corte d'appello ha, inoltre, ritenuto che, alla scadenza della convenzione, fosse applicabile la legge regionale lombarda n.27/2007 che escludeva l'agevolazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per non aver i ricorrenti censurato (e dunque impugnato) la statuizione decisiva della Corte d'appello che li aveva ritenuti privi della titolarità del diritto azionato. Ne è conseguito il rigetto del ricorso per cassazione per inammissibilità, la condanna dei ricorrenti alle spese di lite in favore dell'ALER (liquidate in Euro 6.500,00 oltre Euro 200,00 per esborsi e 15% per oneri di legge) e l'annotazione dell'obbligo, se dovuto, del versamento del contributo unificato aggiuntivo ai sensi dell'art.13, comma 1-quater del d.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 360 cod. proc. civ.

    Disposizioni che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e omessa motivazione). I ricorrenti avevano indicato tali motivi ma non hanno impugnato il punto decisivo relativo alla titolarità del diritto.

  • artt. 439 e 426 cod. proc. civ.

    Norme relative al rito locatizio e alla conversione del rito; i ricorrenti censuravano la conversione del rito avvenuta solo in appello, ma la Corte ha ritenuto irrilevante tale censura rispetto al decisum non impugnato sulla titolarità.

  • art. 2697 cod. civ.

    Principio sulla ripartizione dell'onere della prova: la titolarità del diritto è un elemento costitutivo della domanda (fatto-diritto) che grava sul soggetto che agisce in giudizio e deve essere provata dal ricorrente.

  • Legge regionale Lombardia 8 novembre 2007, n. 27

    Secondo la Corte d'appello, dopo la scadenza della convenzione la disciplina regionale ha escluso l'agevolazione sui canoni per gli alloggi, incidendo sul diritto dei ricorrenti alla restituzione.

  • Legge n. 1288 del 1961

    Norma richiamata dai ricorrenti (e oggetto di censura) in relazione all'obbligo della gestione degli alloggi in convenzione con la Commissione Europea; i ricorrenti sostenevano che ALER non avesse rinnovato la convenzione.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha disposto l'annotazione dell'obbligo, se dovuto, per il versamento di un ulteriore importo da parte dei ricorrenti in caso di dichiarazione di inammissibilità.

  • Cass. Sez. Un., sent. 16 febbraio 2016, n. 2951

    Giurisprudenza richiamata per il principio che la titolarità del diritto va provata da chi agisce e costituisce un elemento costitutivo della domanda; il giudice può rilevare d'ufficio la carenza di titolarità.

Massime di principio

  • La titolarità del diritto azionato (es. rapporto di lavoro che giustifica un canone agevolato o il possesso di un contratto di locazione) è un elemento essenziale della domanda e grava sull'attore l'onere di provarla; l'assenza di tale prova può essere rilevata anche d'ufficio e comporta la perdita del diritto di agire.
  • In cassazione è necessario censurare specificamente la ratio decidendi della sentenza impugnata: non impugnare la statuizione decisiva (ad es. la mancanza di titolarità) determina l'inammissibilità del ricorso per mancata attinenza al decisum.
  • Le questioni processuali o probatorie (es. conversione del rito, CTU) vanno affrontate con specificità e attinenza alla motivazione decisiva del giudice di merito se si intende valorizzarle in sede di legittimità.
  • Quando la normativa applicabile agli effetti del rapporto (p.es. convenzione internazionale vs. disciplina regionale) è controversa, è fondamentale produrre e discutere documentazione contrattuale e normativa già in primo grado per evitare che il giudice d'appello fondi la decisione su elementi non contestati in cassazione.
  • Se si agisce per ripetizione di indebito su base normativa complessa (convenzioni, discipline regionali, regole amministrative), conviene produrre fin dall'inizio prove documentali che attestino il rapporto di lavoro, il contratto di locazione e l'applicabilità della disciplina agevolata per evitare il rigetto per difetto di titolarità.

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