Cassazione Civile, Sentenza n. 483/2024 del 08/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia sulla proprietà e detenzione di un immobile. Congiu, erede testamentaria di Vittorio Schirru, chiedeva il rilascio dell'immobile ritenuto di sua proprietà; Melis e Schirru contestavano, deducendo di aver posseduto l'immobile sin dal 1990 con animus domini e hanno proposto domanda riconvenzionale di usucapione (in subordine rimborso spese per lavori). La Corte d'appello aveva rigettato la domanda di usucapione della Melis, ritenendo che il rapporto fosse detenzione derivante da "donazione verbale" nulla e che non fossero provati atti idonei a trasformarla in possesso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale dei Melis/Schirru, ritenendo che la decisione di merito non abbia valutato correttamente il principio per cui il mutamento della detenzione in possesso può derivare da un atto del possessore a beneficio del detentore anche se il negozio è nullo per difetto di forma. Ha dichiarato assorbito il ricorso incidentale della Congiu, cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Corte d'appello di Cagliari per decidere conformemente al principio richiamato. Ha altresì regolato la questione di procedibilità del ricorso, ritenendolo ammissibile (termine lungo applicabile).
Norme richiamate
art. 1141 cod. civ.
Il mutamento della detenzione in possesso non richiede l'opposizione del detentore se il mutamento del titolo deriva da un atto del possessore a beneficio del detentore (anche se l'atto è nullo per vizio di forma).
artt. 948, 2697, 2700, 2727 cod. civ.
Norme richiamate nella censura relativa alla prova della titolarità e alla presunzione in tema di produzione di documenti pubblici; la Corte ha ritenuto comunque assorbita la questione incidentale dopo l'accoglimento del ricorso principale.
art. 369 cod. proc. civ.
Disposizioni sulla documentazione da depositare per la procedibilità del ricorso per cassazione; la Corte conferma orientamenti volti a non trasformare formalità non sostanziali in ostacolo invalicabile, purché la parte assolva gli oneri probatori previsti.
art. 380-bis cod. proc. civ.
La proposta di trattazione camerale ai sensi dell'art. 380-bis non ha valore decisionale e non obbliga all'astensione del giudice relatore; è una interlocuzione preliminare che può essere confermata o meno dal collegio.
art. 326 cod. proc. civ.
Riguarda decorrenza dei termini per impugnare; la Corte ricorda che, se il ricorrente dichiara che la sentenza non è stata notificata, opera il termine 'lungo' e l'onere probatorio è valutato di conseguenza.
art. 16-bis, comma 9-bis del d.l. n. 179/2012 conv. l. n. 221/2012
Norme tecniche sulle attestazioni di conformità dei documenti informatici depositati in cancelleria; la Corte chiarisce che la mancata sottoscrizione o attestazione dal difensore non determina automaticamente l'improcedibilità se la controparte non disconosce la conformità o deposita copia autenticata.
art. 51 cod. proc. civ.
Richiamato in tema di astensione del giudice; la Corte afferma che l'obbligo di astensione non sussiste per il solo fatto che il relatore abbia formulato la proposta prevista dall'art. 380-bis.
art. 391-bis cod. proc. civ.
Richiama la possibilità di rinvio alla pubblica udienza della sezione semplice in sede di cassazione: la proposta camerale può essere sostituita da discussione pubblica dal collegio.
Massime di principio
- Il mutamento della detenzione in possesso può realizzarsi anche quando il proprietario compie un atto a favore del detentore (es. consegna/atto traslativo), anche se l'atto è formamente nullo: ciò può dare avvio al decorso dell'usucapione.
- Nelle controversie su usucapione/possesso va valutato non solo il dato formale del titolo ma gli atti effettivi che dimostrano l'investitura possessoria e l'animus domini; la mancanza di un titolo formale non esclude automaticamente l'acquisto del possesso.
- In materia di prova, la corte di merito deve considerare i principi di attenuazione dell'onere probatorio quando l'altra parte non contesta l'origine del bene o produce elementi probatori rilevanti (es. testamento, dichiarazione di successione, estratti catastali), senza precludere però il contraddittorio.
- Proceduralmente, la mancata produzione di copia autenticata della sentenza impugnata non determina sempre improcedibilità del ricorso: valutazioni dovute in base alle circostanze (notificazioni, disconoscimenti, depositi successivi della controparte).
- La proposta di trattazione in camera ai sensi dell'art. 380-bis non equivale a decisione e non obbliga all'astensione del giudice relatore; il collegio può rivedere la proposta e rimandare alla pubblica udienza.
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