Cassazione Civile, Ordinanza n. 18290/2026 del 06/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui l'amministrazione ha contestato alla contribuente il prelievo erariale unico (PREU) e le relative sanzioni per l'anno d'imposta 2012, in relazione ad apparecchi da intrattenimento ritenuti irregolari perché privi di nulla osta, non collegati alla rete telematica e oggetto di manomissioni idonee a occultare il reale imponibile. La contribuente ha impugnato l'atto deducendo, in cassazione, tre profili principali: omessa pronuncia della CTR sulla censura relativa alla motivazione dell'avviso; motivazione apparente o meramente adesiva della sentenza d'appello; violazione delle norme sul TULPS, sullo Statuto del contribuente e sull'obbligo di motivazione, per avere l'atto impositivo qualificato diversamente i fatti rispetto al PVC senza adeguata spiegazione. Ha inoltre contestato la qualificazione degli apparecchi come idonei al gioco d'azzardo e la quantificazione forfettaria dell'imponibile PREU, sostenendo che mancasse prova dello scopo di lucro, che non fosse stato rinvenuto denaro negli apparecchi e che la stima della raccolta giornaliera fosse apodittica.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi con cui si denunciava il difetto di motivazione dell'avviso e della sentenza d'appello, osservando che la CTR aveva aderito alla decisione di primo grado con una motivazione sintetica ma sufficientemente chiara e che l'avviso era motivato per relationem al PVC. Ha poi ritenuto infondato anche il motivo sulla qualificazione degli apparecchi, affermando che, ai fini del PREU, rileva che le macchine siano prive di nulla osta e astrattamente idonee al gioco d'azzardo, a prescindere dalla presenza di denaro al loro interno e dalla loro esatta sussunzione nel sesto o nel settimo comma dell'art. 110 TULPS. Infine ha dichiarato inammissibile il motivo sulla quantificazione dell'imponibile, perché rivolto a contestare un accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito e quindi non sindacabile in cassazione come se fosse un terzo grado di merito. Alla ricorrente sono state inoltre poste le spese del giudizio e l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
consente il sindacato in cassazione per violazione o falsa applicazione di legge, ma non per la mera contestazione dell'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
è invocabile per nullità della sentenza o del procedimento, inclusi omessa pronuncia e vizi di motivazione rilevanti come error in procedendo
art. 112 c.p.c.
impone al giudice di pronunciare su tutta la domanda e su tutte le eccezioni ritualmente riproposte
art. 132, primo comma, n. 4, c.p.c.
richiede che la sentenza contenga la concisa esposizione dei motivi in fatto e in diritto della decisione
art. 118, primo comma, disp. att. c.p.c.
la motivazione può essere concisa, purché consenta di ricostruire la ratio decidendi
art. 36, comma 2, nn. 2 e 4, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
impone ai giudici tributari di indicare i motivi in fatto e in diritto della decisione
art. 42, secondo comma, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
richiamato quale norma sulla motivazione dell'atto impositivo
art. 7, L. 27 luglio 2000, n. 212
richiamato quale disposizione sul contenuto motivazionale degli atti dell'amministrazione finanziaria
art. 24 Cost.
richiamato a sostegno delle doglianze sul diritto di difesa e sulla conoscibilità della pretesa fiscale
art. 111, sesto comma, Cost.
richiamato a fondamento del dovere di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali
art. 110, sesto comma, r.d. 18 giugno 1931, n. 773
richiamato per la qualificazione degli apparecchi che consentono giochi d'azzardo
art. 110, settimo comma, r.d. 18 giugno 1931, n. 773
richiamato per la diversa categoria degli apparecchi da intrattenimento, ma ritenuto non decisivo ai fini del PREU se le macchine sono comunque idonee al gioco d'azzardo
art. 38, comma 5, L. 23 dicembre 2000, n. 388
il nulla osta previsto da questa norma è presupposto di regolarità degli apparecchi; la sua mancanza rileva ai fini del PREU
art. 39 quater, comma 2, d.l. 30 settembre 2003, n. 269, conv. con modif. in L. 24 novembre 2003, n. 326
il PREU è dovuto anche per apparecchi privi di nulla osta o comunque illeciti se idonei al gioco d'azzardo
art. 39 quater, comma 3, d.l. 30 settembre 2003, n. 269, conv. con modif. in L. 24 novembre 2003, n. 326
consente la quantificazione forfettaria dell'imponibile in mancanza di elementi contabili diversi
art. 2697 c.c.
richiamato nella doglianza sulla prova, ma la Corte ha ritenuto che la censura mirasse in realtà a contestare l'accertamento di fatto del giudice di merito
art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228
ha introdotto l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
prevede, in caso di rigetto del ricorso, il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato
art. 1 bis, art. 13, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
richiamato come base del contributo unificato dovuto per il ricorso
Massime di principio
- La motivazione di una sentenza non è nulla per il solo fatto di essere sintetica o adesiva a un atto di parte, se consente comunque di individuare in modo chiaro e univoco la ratio decidendi e l'organo giudicante assume consapevolmente le ragioni della decisione.
- Il vizio di motivazione rilevante in cassazione ricorre solo quando la motivazione sia apparente, perplessa, incomprensibile o internamente contraddittoria in modo irriducibile; non è invece deducibile la semplice insufficienza argomentativa.
- Nel processo tributario l'avviso di accertamento può essere motivato per relationem al PVC, purché il contribuente possa conoscere gli elementi fattuali e giuridici della pretesa e la diversa qualificazione giuridica dei fatti da parte dell'ufficio rientri nei poteri dell'amministrazione.
- Ai fini del PREU sugli apparecchi da gioco, rileva non solo l'inquadramento formale dell'apparecchio nel TULPS, ma soprattutto la sua concreta o astratta idoneità a consentire gioco d'azzardo e la mancanza del nulla osta richiesto dalla legge.
- La contestazione della quantificazione dell'imponibile fondata su dati di fatto, criteri estimativi o mancata valutazione di elementi contabili integra una censura di merito non sindacabile in cassazione se non nei limiti del vizio di violazione di legge o di un effettivo errore processuale.
- In presenza di una quantificazione forfettaria prevista dalla legge, il contribuente che voglia opporvi un importo diverso deve allegare e produrre idonee scritture o elementi contabili contrari.
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