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Sentenza

Sentenza del 21/12/2018 n. 33227 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate sull'istanza di rimborso dell'imposta di registro proporzionale versata dalla banca in relazione a un atto di fusione per incorporazione tra la Banca P. P. Sud Puglia soc. coop. a r.l. e la Banca P. di Lecce soc. coop. a r.l. La contribuente sosteneva che l'operazione non fosse assoggettabile all'imposta proporzionale di registro. Le commissioni tributarie di merito avevano accolto tale tesi, ritenendo applicabile la normativa comunitaria e la relativa giurisprudenza sull'esenzione o non assoggettabilità dell'operazione. L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza con cinque motivi, ma la Corte di cassazione non ha esaminato il merito perché il ricorso è stato proposto oltre il termine previsto per l'impugnazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate perché tardivo. La sentenza della Commissione tributaria regionale era stata notificata all'Agenzia il 28 dicembre 2011, mentre il ricorso per cassazione risultava consegnato all'ufficio UNEP per la notifica il 2 marzo 2011, senza prova di una data anteriore utile ai fini del rispetto del termine. L'Agenzia delle Entrate è stata inoltre condannata a rimborsare alla contribuente le spese processuali, liquidate in 7.000 euro, oltre al rimborso forfettario del 15% e agli accessori di legge. La decisione favorevole alla banca è quindi rimasta ferma, ma la Corte non ha deciso nuovamente nel merito della tassazione dell'atto di fusione.

Norme richiamate

  • Art. 325, ultimo comma, codice di procedura civile

    La norma stabilisce il termine per proporre le impugnazioni dopo la notificazione della sentenza. Il mancato rispetto del termine comporta l'inammissibilità del ricorso, impedendo l'esame dei motivi di merito.

  • Normativa comunitaria in materia di imposta sui conferimenti e operazioni di fusione

    Secondo quanto riportato nella sentenza di merito, la normativa comunitaria e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea tendono a escludere l'applicazione dell'imposta proporzionale di registro alle operazioni di fusione rientranti nella relativa disciplina.

Massime di principio

  • Un ricorso notificato oltre il termine previsto dalla legge è inammissibile, anche se le argomentazioni di merito potrebbero essere fondate.
  • Quando la sentenza è stata notificata, il termine per impugnarla decorre da tale notificazione; è quindi essenziale verificare e documentare con precisione la data di ricezione.
  • Ai fini della tempestività della notifica a mezzo posta, occorre provare la data in cui l'atto è stato consegnato all'ufficiale giudiziario o all'ufficio competente, se tale data rileva secondo le regole applicabili.
  • La dichiarazione di inammissibilità lascia ferma la decisione impugnata: in questo caso, resta efficace il riconoscimento del diritto della contribuente al rimborso dell'imposta.
  • La Corte può definire il giudizio per una ragione processuale senza esaminare la questione tributaria sostanziale; pertanto, la decisione non costituisce necessariamente una nuova pronuncia di merito sul regime fiscale della fusione.
  • La parte soccombente per tardività o altra causa processuale può essere condannata alle spese, anche quando il merito dell'impugnazione non viene esaminato.

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