Sentenza del 15/12/2017 n. 1251 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
Tributi doganali - valore in dogana - royalties - rilevanza - limiti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa sentenza ha escluso che le clausole di controllo, riferite a profili oggettivi quali la conformità del prodotto o l'attendibilità del produttore, attribuissero al licenziante un controllo sui produttori qualificabile come condizione di vendita. Di conseguenza, le royalties non dovevano essere incluse nel valore delle merci importate dichiarato in dogana.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la qualificazione delle royalties corrisposte per l'utilizzo di un marchio apposto sui prodotti importati. In particolare, occorreva stabilire se le clausole contrattuali che consentivano al licenziante di verificare la conformità dei prodotti o l'affidabilità del produttore integrassero un controllo tale da rendere le royalties una condizione di vendita delle merci. Solo in tale ipotesi gli importi avrebbero dovuto essere aggiunti al valore dichiarato in dogana.
Norme richiamate
Normativa doganale sul valore in dogana e sulle royalties
Le royalties e i diritti di licenza possono essere aggiunti al valore doganale delle merci importate solo quando riguardano le merci e costituiscono una condizione della vendita per l'esportazione. Non è sufficiente la mera esistenza di un contratto di licenza o di poteri di controllo del licenziante.
Principio della condizione di vendita
Il controllo del licenziante deve essere effettivo e sostanziale sui produttori o sulla vendita delle merci. Controlli limitati alla verifica oggettiva della qualità, della conformità del prodotto o dell'affidabilità del produttore non sono, di per sé, sufficienti a qualificare le royalties come condizione di vendita.
Massime di principio
- Le royalties per l'uso di un marchio entrano nel valore doganale solo se, oltre a riferirsi alle merci importate, risultano necessarie per poter effettuare la vendita all'importatore.
- La semplice facoltà del licenziante di controllare la qualità dei prodotti o l'affidabilità dei produttori non dimostra automaticamente l'esistenza di una condizione di vendita.
- Per includere le royalties nel valore in dogana occorre dimostrare un controllo sostanziale del licenziante sui produttori, sull'approvvigionamento o sulla commercializzazione delle merci.
- L'analisi deve concentrarsi sul contenuto concreto delle clausole contrattuali e sul loro effetto economico, non sulla sola denominazione del pagamento come royalty o diritto di licenza.
- In caso di controlli meramente oggettivi e orientati alla tutela del marchio o della qualità, le royalties possono restare escluse dal valore doganale, salvo ulteriori elementi che dimostrino una reale condizione di vendita.
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