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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37377/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari ai fini dell'estradizione per il delitto di omicidio volontario. Ha censurato la motivazione della Corte in ordine al pericolo di fuga, deducendo che sussisterebbero elementi favorevoli quali il radicamento in Italia (presenza dal 2000, famiglia, permesso di soggiorno), l'assenza di precedenti penali in Italia, la paura della pena di morte quale motivo della fuga dalla Cina, l'ammissione delle proprie generalità e del fatto, la mancanza di contatti all'estero e la possibilità di controllo tramite braccialetto elettronico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse adeguatamente valutato gli elementi acquisiti: il ricorrente aveva ammesso il coinvolgimento nel fatto (pur invocando legittima difesa), di essere fuggito per timore della pena di morte, di essere arrivato in Italia nel 2000 e di avere fatto uso di false generalità in precedenza; da ciò la Corte di appello ha concluso per l'adeguatezza della misura carceraria a garantire l'efficacia della procedura di estradizione. La Cassazione ha inoltre osservato che l'eccezione sull'ostatività dell'estradizione per la pena di morte non era stata allegata né dedotta in sede di merito. Per tali ragioni il motivo è stato ritenuto generico e inammissibile. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende, e sono stati disposti gli adempimenti di cancelleria previsti dall'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione; norma procedurale relativa agli obblighi della cancelleria dopo la pronuncia

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 26647 del 30/05/2024 (Ghouri, Rv. 286755 - 01)

    Orientamento secondo il quale, nelle procedure di estradizione passiva, il pericolo di fuga deve essere valutato in modo prognostico e ancorato a concreti elementi tratti dalla vita dell'estradando, considerando la finalità della consegna

Massime di principio

  • Nelle decisioni cautelari connesse a estradizione il giudice valuta il pericolo di fuga in chiave prognostica, tenendo conto della finalità della consegna e di elementi concreti e attuali tratti dalla vita dell'estradando
  • La mera genericità delle censure in Cassazione rispetto a valutazioni di fatto del giudice di merito rende il ricorso inammissibile; è necessario indicare errori di diritto o vizio logico evidente nella motivazione
  • Argomentazioni nuove rilevanti (es. ostatività dell'estradizione per pena di morte) devono essere tempestivamente dedotte e provate in sede di merito, altrimenti possono essere escluse in sede di legittimità
  • Ammissioni dell'estradando (es. ingresso irregolare, uso di false generalità, confessioni sul fatto) possono rafforzare il giudizio sul rischio di fuga e giustificare misure detentive più severe
  • La richiesta di misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) va valutata concretamente: la loro adeguatezza dipende dal quadro cautelare complessivo e da elementi che dimostrino l'effettiva capacità di impedire la sottrazione all'estradizione

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