Sentenza del 09/05/2017 n. 375 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo
Accertamento - Dichiarazione - Dichiarazione integrative per la fruizione di un credito d'imposta - Ammissibilità Processo - Atti impugnabili - Avviso bonario - E' tale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente contestava il mancato riconoscimento della deduzione finalizzata alla fruizione della detassazione ambientale prevista dalla legge n. 388/2000, sostenendo di poter correggere l'omessa indicazione nella dichiarazione originaria mediante una dichiarazione integrativa ai sensi dell'art. 2, comma 8-bis, del D.P.R. n. 322/1998. Contestava inoltre la pretesa tributaria comunicata tramite avviso bonario e il successivo diniego dell'autotutela, ritenendoli impugnabili.
La decisione
La tesi del contribuente è stata accolta. È stato riconosciuto che l'omessa indicazione della deduzione nella dichiarazione originaria non impedisce, entro i limiti temporali previsti, la presentazione di una dichiarazione integrativa per usufruire del beneficio fiscale. È stato inoltre affermato che l'avviso bonario, quando comunica una pretesa tributaria definita, è autonomamente impugnabile ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992, anche se non contiene una formale intimazione di pagamento. Analoga impugnabilità è stata riconosciuta al successivo diniego dell'istanza di autotutela.
Norme richiamate
Legge n. 388/2000
Prevede la detassazione ambientale, la cui fruizione può essere fatta valere anche mediante dichiarazione integrativa quando il beneficio non sia stato indicato nella dichiarazione originaria.
Art. 2, comma 8-bis, D.P.R. n. 322/1998
Consente la presentazione di una dichiarazione integrativa per correggere omissioni o errori dichiarativi e ottenere il riconoscimento di una deduzione o di un credito spettante.
Art. 19, D.Lgs. n. 546/1992
Rende autonomamente impugnabili gli atti con cui l'Amministrazione comunica una pretesa tributaria definita, anche quando l'atto abbia la forma di un avviso bonario e non di una formale intimazione di pagamento.
Massime di principio
- L'omessa esposizione di un'agevolazione, deduzione o credito nella dichiarazione originaria non determina automaticamente la perdita del beneficio: occorre verificare se la normativa consente una dichiarazione integrativa e se il termine per correggere la dichiarazione è ancora aperto.
- La dichiarazione integrativa può essere utilizzata per correggere errori od omissioni a favore del contribuente, purché il beneficio fosse sostanzialmente spettante e siano rispettati i requisiti e i termini previsti dalla legge.
- Nel processo tributario conta il contenuto sostanziale dell'atto: un avviso bonario è impugnabile quando comunica una pretesa fiscale determinata e attuale, anche se formalmente qualificato come semplice invito al pagamento.
- Il contribuente può contestare tempestivamente anche atti privi della forma tipica dell'avviso di accertamento, se da essi deriva una pretesa tributaria concreta e definita.
- Il diniego di autotutela può essere contestato quando incide su una pretesa tributaria già individuata, fermo restando che l'impugnazione dell'autotutela non sostituisce necessariamente quella dell'atto impositivo originario.
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