Ordinanza n. 468/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Richiesta commissariale di chiarimenti e proroga.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: richiesta commissariale di chiarimenti sulla quantificazione del risarcimento e richiesta di proroga del termine per l'esecuzione della sentenza
Esito
Favorevole al ricorrente (impresa creditrice)
Prevale il privato
La controversia
Nel giudizio di ottemperanza relativo al giudicato formatosi sulla sentenza n. 622/2024, che aveva condannato il Comune al risarcimento del danno derivante dall'illegittima aggiudicazione dell'appalto per la realizzazione di una pista ciclabile, il commissario ad acta ha chiesto chiarimenti sull'estensione del ristoro. In particolare, è stato chiesto se la quantificazione del lucro cessante dovesse comprendere, oltre alla quota riferita al bando principale, anche la quota relativa ai lavori complementari affidati direttamente dall'amministrazione all'aggiudicataria nel corso dell'appalto, quantificata in euro 10.099,93 sulla base dei lavori e della percentuale di ribasso. La ricorrente ha sostenuto che tali prestazioni aggiuntive erano strettamente collegate alla commessa principale e indispensabili per il completamento dell'opera a regola d'arte, e che il relativo pregiudizio era stato già dedotto nella domanda risarcitoria per equivalente.
La decisione
Il TAR ha fornito i chiarimenti richiesti ritenendo che, secondo i criteri fissati dalla sentenza n. 622/2024, il lucro cessante debba essere quantificato considerando la perdita dell'utile direttamente connessa alla mancata esecuzione del contratto, con riferimento al margine positivo incorporato nell'offerta, determinato dalla differenza tra costi e ribasso sulla base d'asta. In applicazione di tale parametro, devono essere incluse nella quota di ristoro anche le somme riferite ai lavori complementari, poiché strettamente correlati all'esecuzione dell'appalto e oggetto di affidamento diretto all'aggiudicataria. Il commissario ad acta è stato autorizzato a disporre di ulteriori sessanta giorni, decorrenti dalla comunicazione dell'ordinanza, per eseguire la sentenza n. 622/2024.
Massime di principio
- Nell'esecuzione di un giudicato risarcitorio, la quantificazione del lucro cessante deve rispettare i criteri stabiliti dalla sentenza definitiva e comprendere il margine di utile direttamente connesso alla mancata esecuzione della commessa.
- Quando lavori complementari siano strettamente correlati all'appalto principale e siano stati affidati direttamente all'aggiudicataria nel corso dell'esecuzione, il relativo utile può rientrare nella quota di ristoro dovuta per la mancata esecuzione dell'appalto, se tale voce è coerente con i criteri risarcitori fissati dal giudicato.
- Il giudice dell'ottemperanza può fornire chiarimenti interpretativi sui criteri di quantificazione del risarcimento e concedere al commissario ad acta un ulteriore termine congruo per completare gli adempimenti esecutivi.
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