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Legge

L.R. Veneto 17/2016

Norme relative all'unificazione dei fondi di rotazione regionali.

Normativa regionaleL.R. Veneto 17/2016Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge unifica in un fondo unico regionale per le PMI i principali fondi di rotazione destinati a commercio, artigianato, agroindustria, turismo e credito alle imprese vittime di mancati pagamenti, con gestione affidata a un soggetto individuato secondo la normativa sugli appalti. Prevede una fase transitoria fino alla scelta del nuovo gestore, da concludere entro 24 mesi dall’entrata in vigore.

Unificazione dei fondi di rotazione regionali per le PMI in Veneto

Unificazione dei fondi di rotazione regionali per le PMI

La legge regionale del Veneto razionalizza diversi fondi di rotazione settoriali, concentrandoli in un unico strumento destinato al sostegno dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese. L’intervento si inserisce in una logica di semplificazione, unitarietà gestionale e maggiore trasparenza degli interventi finanziari regionali.

Finalità e ambito di applicazione

La Regione sostiene lo sviluppo e il consolidamento delle iniziative imprenditoriali nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi, mediante forme di incentivazione finalizzate ad agevolare l’accesso al credito. La disciplina opera esclusivamente in Veneto e mira a promuovere il sistema produttivo regionale, in armonia con la normativa europea e tenendo conto delle peculiarità dei singoli comparti.

Confluenza dei fondi nel fondo unico

Le risorse dei fondi di rotazione istituiti per:

  • commercio e servizi;
  • artigianato;
  • agroindustria;
  • turismo;
  • credito alle aziende vittime di mancati pagamenti confluiscono nel fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti agevolati alle PMI già previsto dalla legge regionale n. 5/2001.

Il risultato è la concentrazione delle principali disponibilità finanziarie in un unico fondo regionale destinato alle PMI, con superamento dell’impostazione frammentata per settori.

Soggetti ammessi e gestione del fondo

Possono accedere al fondo unico le imprese appartenenti ai settori produttivi che già beneficiavano dei fondi confluiti. La gestione del fondo è affidata a un soggetto individuato nel rispetto della normativa vigente in materia di appalti pubblici.

La Giunta regionale:

  • stabilisce i criteri per determinare i compensi del gestore, tenendo conto dell’effettiva operatività del fondo;
  • definisce, sentita la commissione consiliare competente, le modalità operative di accesso delle imprese;
  • deve garantire la partecipazione di ciascuna categoria di impresa.

I compensi del gestore sono a carico delle disponibilità del fondo e le operazioni contabili devono essere tracciabili nel bilancio regionale.

Regime transitorio e continuità operativa

Nelle more della scelta del nuovo gestore, continua ad operare l’attuale soggetto gestore per assicurare la continuità dei fondi relativi a commercio, artigianato e agroindustria.

L’individuazione del nuovo gestore del fondo unico deve comunque avvenire entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge. La disciplina sui compensi del gestore si applica anche a una serie di ulteriori fondi e strumenti regionali, tra cui quelli per:

  • aree di confine;
  • commercio;
  • imprenditoria giovanile e femminile;
  • PMI;
  • imprese artigiane;
  • partecipazione temporanea al capitale di rischio e garanzie per le PMI;
  • cooperazione;
  • garanzie, controgaranzie e cogaranzie.

Fondi e rapporti collegati, comprese risorse comunitarie

La medesima disciplina sui compensi del soggetto gestore si estende anche:

  • ai fondi alimentati con risorse comunitarie;
  • ai rapporti pendenti con l’attuale gestore alla data di entrata in vigore della legge;
  • ai rapporti relativi al fondo di rotazione e di garanzia e controgaranzia del turismo;
  • alle agevolazioni finanziarie turistiche indicate dalla normativa richiamata.

Destinazione finale delle risorse

Le risorse dei fondi confluiti sono destinate al fondo unico di rotazione per le PMI previsto dalla legge regionale n. 5/2001. La legge consolida così la centralizzazione finanziaria degli strumenti agevolativi regionali in un unico contenitore operativo.

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