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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02240/2026 del 20/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna emessa dal Tribunale di Castrovillari (6/02/2023) e integrata dalla Corte di appello di Catanzaro. Deducevano due motivi: 1) violazione dell'art. 646 c.p. e dell'art. 192 c.p.p., nonché contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, contestando l'affidamento della Corte sulle dichiarazioni della parte civile e della moglie e sostenendo che era stato trascurato il dato istruttorio relativo alla diversità del modello di Vespa posto in vendita rispetto a quello oggetto di imputazione; 2) violazione dell'art. 110 c.p. e dell'art. 192 c.p.p. e carenza di motivazione riguardo alla posizione di Domenico Magliarella.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché si limitava a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio, operazione non consentita in sede di legittimità; la Corte d'appello aveva valutato congruamente l'attendibilità delle dichiarazioni della parte civile e la documentazione di riscontro, rilevando anche l'assenza di adeguate allegazioni difensive sulla presunta disponibilità di altro ciclomotore. Ha ritenuto il secondo motivo generico e comunque infondato: la responsabilità di Antonio è stata desunta dall'interversione del possesso e dalla mancata restituzione della res, mentre quella di Domenico dall'offerta in vendita on line nella consapevolezza di non poter disporre dell'oggetto. Le memorie della parte civile sono state considerate tardive e non esaminate. Sono confermate quindi le condanne (inizialmente pronunciate per gli artt. 110 e 646 c.p.). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ad una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; è stata rigettata la richiesta di liquidazione delle spese avanzata dalla parte civile.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Il concorso di persone nel reato è stato ritenuto concretamente provato: la Corte ha valutato gli elementi che collegano le condotte dei singoli imputati alla realizzazione del reato contestato.

  • art. 646 cod. pen.

    La condotta di ricettazione è stata ritenuta integrata sulla base delle dichiarazioni della parte civile, della documentazione a riscontro e dell'interversione del possesso; la Corte ha ritenuto congrua la motivazione che collega gli imputati alla disponibilità e all'offerta in vendita dell'oggetto.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    La presunta violazione della normativa sulla motivazione è stata respinta: la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse sufficientemente congrua e non suscettibile di sindacato in sede di legittimità quando consiste in mera rivalutazione delle prove.

  • art. 611, comma 1, terzo periodo, cod. proc. pen.

    Le memorie depositate dalla parte civile oltre il termine previsto sono state ritenute inammissibili per tardività e pertanto non esaminate dal Collegio.

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito un semplice riesame delle prove: i motivi che si limitano a chiedere una diversa valutazione del materiale probatorio sono inammissibili.
  • Le censure vaghe o generiche che non si confrontano con il percorso motivazionale effettivo della corte impugnata sono destinate a essere dichiarate inammissibili o infondate.
  • Le impugnazioni che contestano l'attendibilità delle dichiarazioni testimoniali devono indicare punti specifici del processo o errori logici/materiali nella valutazione probatoria, non limitarsi a censure generiche.
  • Memorie o deduzioni depositate oltre i termini procedurali previsti possono essere dichiarate inammissibili e non vengono prese in considerazione dal giudice di legittimità.
  • Se il giudice di merito ha motivato adeguatamente la ricostruzione fattuale (es. interversione del possesso, offerta in vendita), la Corte di Cassazione tende a confermare la decisione salvo vizi di diritto chiari e specifici.

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